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Pubblicato il Regolamento di esecuzione (UE) che definisce il luogo delle prestazioni di servizi |
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È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea 26 ottobre 2013, n. 284/1, il Regolamento di esecuzione (UE) del Consiglio 7 ottobre 2013, n. 1042, con il quale è stato modificato il Regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011. In particolare, le principali modifiche riguardano:
Le modifiche al Regolamento decorrono dal primo gennaio 2015. |
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Errati versamenti e conseguenti sanzioni per il versamento del diritto annuale CCIAA: nota MISE |
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Con Nota 22 ottobre 2013, n. 172574 il Ministero dello Sviluppo Economico, alla luce dei chiarimenti forniti dall'Agenzia delle Entrate con Circolare n. 27/2013, ha affermato che le sanzioni conseguenti all'errato versamento del diritto annuale della Camera di Commercio sono erogate in accordo ai criteri applicabili in generale ai tributi. In particolare è stato chiarito che il versamento inferiore al dovuto del diritto annuale, anche comprensivo della maggiorazione dello 0,40%, non può essere considerato tardivo ma insufficiente. Sarà, pertanto, possibile utilizzare l'istituto del ravvedimento operoso per sanare la violazione con il pagamento della sanzione ridotta (3%) applicata sulla differenza tra quanto versato e quanto dovuto. Si precisa, infine, che detti chiarimenti hanno effetto "a decorrere dai ruoli resi esecutivi successivamente all'emanazione della presente nota". |
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La flessibilità non giustifica i ritardi o le uscite anticipate |
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La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 24574 pubblicata il 31 ottobre 2013, ha confermato il licenziamento del lavoratore che sistematicamente entrava in ritardo al lavoro e anticipava l'uscita dallo stesso, affermando che tale comportamento derivava dal fatto che era stato privato delle sue mansioni e dal non avere un orario rigido da rispettare. La Suprema Corte, però, ha ritenuto valide le motivazioni dell'azienda a fondamento dell'atto espulsivo: la flessibilità dell'orario di lavoro non giustifica i continui ritardi e le uscite anticipate, tanto più che, così facendo, il lavoratore di fatto si "autoriduceva" l'orario di lavoro. |
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Niente licenziamento per la denuncia all'esterno dell'azienda del conflitto d'interessi del dirigente |
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In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha statuito l'illegittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del lavoratore che denuncia all'esterno dell'azienda la presunta situazione di conflitto d'interessi in cui verserebbe un dirigente. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 24586 del 31 ottobre 2013, ha chiarito che il comportamento del dipendente, che non ha interessato della vicenda i competenti organi interni dell'azienda precedentemente all'iniziativa pubblica, pur risultando improprio e scorretto, non giustifica il licenziamento, in quanto non sussistono malafede o intenti denigratori. |
