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04/10/2013 - Redditometro ancora ai box: dichiarazione direttore Agenzia delle Entrate

Redditometro ancora ai box: dichiarazione direttore Agenzia delle Entrate

Controlli da redditometro ancora fermi: lo ha annunciato ieri, 3 ottobre 2013, il Direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera a margine di un convegno. Lo strumento di accertamento dei redditi sarà effettivamente operativo dal prossimo anno, in quanto sono ancora necessarie delle modifiche al fine di renderlo operativo.

Come ha ribadito il Direttore, i contribuenti, una volta ricevuto il questionario dall'Agenzia, potranno, dimostrare la provenienza del denaro utilizzato per le spese.

Sequestro pari alla presunta evasione IVA in caso di scambi di merce sottocosto: Cassazione

Con Sentenza 25 settembre 2013, n. 39806, la Corte di Cassazione ha stabilito che, nel caso di scambi di merce sottocosto con i c.d. paradisi fiscali, è legittimo il sequestro delle somme corrispondenti al presunto risparmio dell'IVA.

In particolare, è stato precisato che "il sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente, avendo natura provvisoria, può interessare indifferentemente ciascuno dei concorrenti anche per l'intera entità del profitto accertato, anche se poi il provvedimento definitivo di confisca, rivestendo invece natura sanzionatoria, non può essere duplicato o comunque eccedere nel "quantum" l'ammontare complessivo dello stesso profitto".

Niente subordinazione per il dirigente che non risponde al CdA

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 22611 del 3 ottobre 2013, ha negato l'esistenza di subordinazione nel caso in cui un dirigente non risponda al consiglio di amministrazione nell'esecuzione della sua attività: in tal caso, sostengono i giudici del Palazzaccio, il lavoratore deve essere considerato un manager e non un lavoratore subordinato.

L'esistenza di subordinazione, precisa la Suprema Corte, presuppone l'assoggettamento al potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro con conseguente limitazione dell'autonomia del soggetto, che non sono provate dal lavoratore. Altri elementi, come la continuità della prestazione, l'osservanza di un orario di lavoro e la retribuzione, nel caso in esame sono considerati elementi sussidiari e non decisivi per la valutazione.

Infortunio sul lavoro: il superamento del periodo di comporto non legittima il licenziamento

In materia di infortunio sul lavoro, la Corte di Cassazione ha chiarito che deve essere considerato illegittimo il provvedimento di licenziamento per scadenza del periodo di comporto, qualora lo stesso sia legato ad un infortunio sul lavoro riconosciuto al dipendente.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 22606 del 3 ottobre 2013, ha precisato che ai fini del licenziamento non ha alcun rilievo che il datore di lavoro non risulti associato alle associazioni firmatarie del contratto collettivo di riferimento, a maggior ragione se nel provvedimento espulsivo viene fatto riferimento alla norma collettiva.