Home

06/05/2013 - Benefici prima casa anche in caso di cessione dell'usufrutto: Cassazione

Benefici prima casa anche in caso di cessione dell'usufrutto: Cassazione

Con Sentenza 2 maggio 2013, n. 10249, la Corte di Cassazione ha stabilito che le agevolazioni sulla prima casa hanno effetto anche nel caso in cui, a seguito della compravendita immobiliare, l'acquirente depositi un atto di rinuncia all'usufrutto.

Nel caso di specie, l'Agenzia delle Entrate, successivamente al deposito dell'atto di rinuncia e alla conseguente revoca delle agevolazioni, aveva provveduto a notificare al contribuente un avviso di accertamento per la liquidazione dell'imposta ordinaria di registro sulla compravendita immobiliare.

Tuttavia, come chiarito dai Giudici, la rinuncia non può essere equiparata ad un atto di trasferimento e pertanto non produce alcuna decadenza dal beneficio.

Pagamento in ritardo: decadenza del condono

Con Ordinanza 3 maggio 2013, n. 10309, la Corte di Cassazione ha stabilito che il contribuente decade dal condono qualora paghi le somme dovute in ritardo ai sensi dell'art. 9-bis, Legge n. 289/2002.

Nel caso di specie il contribuente aveva tardato il versamento dell'ultima rata di un solo giorno. Tuttavia, secondo la Suprema Corte, "il ritardo - per quanto modesto - nel versamento delle somme dovute - non essendo giustificato - determini la decadenza dal beneficio".

Visita medica preassuntiva per i minori in tirocinio: i chiarimenti della Commissione per gli Interpelli in materia di sicurezza

In risposta a più quesiti avanzati da Federcasse (Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo) e dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro, la Commissione per gli Interpelli in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro ha fornito dei chiarimenti circa l'obbligatorietà della visita medica preassuntiva, nel caso di impiego di minori in stage formativi o corsi di formazione professionale, che comportino l'impiego di laboratori o attrezzature in genere.

La Commissione, con l'Interpello n. 1 del 2 maggio 2013 chiarisce che, se da un lato la visita medica prevista dall'art. 8 della Legge n. 977/1967 non è obbligatoria nei casi sottoposti, in quanto questa si applica limitatamente ai rapporti di lavoro (tra i quali, come noto, non rientra il tirocinio), d'altro canto l'obbligo di sorveglianza sanitaria previsto dall'art. 41 del D.Lgs n. 81/2008 equipara i tirocinanti ai lavoratori e, quindi, l'obbligo della visita medica preassuntiva scatta nei soli casi previsti dalla normativa vigente (attività soggetta a sorveglianza sanitaria obbligatoria o altri casi specifici).

Interdizione anticipata delle lavoratrici madri: Nota del Ministero del Lavoro

Il Ministero del Lavoro, con la Nota n. prot. 7553 del 29 aprile 2013 interviene in materia di interdizione anticipata dal lavoro delle lavoratrici madri ai sensi dell'articolo 17, comma 2, lett. b) e c) del D.Lgs n. 151/2001, ovvero:

  • in caso di condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli;
  • quando la lavoratrice non può essere spostata ad altre mansioni.

In particolare, il Ministero chiarisce che il termine condizioni ambientali "può essere inteso in senso più ampio e conseguentemente non direttamente legato soltanto alle mansioni svolte ma più in generale alle caratteristiche del contesto ambientale dove è effettuata la prestazione lavorativa", pertanto "le condizioni che possono portare all'emanazione del provvedimento di interdizione dal lavoro sono riconducibili anche a condizioni di rischio evidenziate dal datore di lavoro nell'ambito della valutazione del rischio a norma dell'art. 11 del D.Lgs 151/01".

In altre parole, le condizioni di rischio evidenziate dal datore di lavoro nell'ambito della valutazione dei rischi costituiscono di per sé presupposto per l'emissione del provvedimento di interdizione da parte della DTL, senza la necessità per quest'ultima di entrare nel merito della valutazione del rischio, effettuata dal datore di lavoro se non in casi eccezionali "ove emergano vistose contraddittorietà, assoluta carenza di adeguati criteri valutativi e assoluta genericità delle risultanze della valutazione".

Stress lavoro - correlato: valutazione del rischio non delegabile da parte del datore di lavoro

In materia di valutazione del rischio stress lavoro-correlato, il Ministero del Lavoro con risposta all'Interpello n. 5 del 2 maggio 2013 ha chiarito che, fermo restando il principio generale di delegabilità previsto dall'art. 16, comma 1, del D.Lgs n. 81/2008, in materia di valutazione del rischio da stress lavoro-correlato, tale principio deve considerarsi escluso in relazione allo specifico dettato di cui all'art. 17 del D.Lgs n. 81/2008.

Infatti, tale ultima previsione normativa indica la valutazione del rischio in parola tra gli adempimenti non delegabili da parte del datore di lavoro.

Sgravio contributivo 2012: indicazioni INPS

L'INPS, con la Circolare n. 73 del 3 maggio 2013, è intervenuta per illustrare le modalità che i datori di lavoro dovranno seguire per richiedere lo sgravio contributivo per gli importi corrisposti nell'anno 2012.

In particolare, le aziende (anche tramite gli intermediari autorizzati) dovranno inoltrare, esclusivamente in via telematica, apposita domanda all'INPS, anche per i lavoratori iscritti ad altri Enti previdenziali; la procedura provvederà ad assegnare a tutte le istanze inviate un numero di protocollo informatico.

L'Istituto precisa che: "In previsione del rilascio sul sito internet dell'Istituto www.inps.it della procedura per l'invio delle domande di sgravio sia singolarmente, tramite acquisizione on-line delle singole domande, che tramite flussi contenenti molteplici domande, con apposito messaggio, verrà portata a conoscenza la documentazione a supporto della composizione dei flussi XML e saranno rese note giorno e ora a partire da cui sarà possibile la trasmissione telematica delle istanze (.)."

Possibile il trasferimento del dipendente invalido senza il suo consenso

La Corte di Cassazione ha statuito la piena legittimità del trasferimento in un'altra sede di lavoro del dipendente, rimasto menomato ad una mano dopo un incidente in servizio, disposto dal datore di lavoro senza il consenso dell'interessato.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 10338 del 3 maggio 2013, ha chiarito che l'inamovibilità del lavoratore è prevista soltanto in caso di disabilità "grave" e la valutazione insindacabile sulla rilevanza dell'handicap compete soltanto alla commissione costituita presso l'Asl.