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Spesometro 2012 e 2013, salta l'obbligo di invio a carico della PA: Provvedimento |
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Con Provvedimento 5 novembre 2013 l'Agenzia delle Entrate ha disposto che lo Stato, le regioni, le province, i comuni e gli altri organismi di diritto pubblico non devono comunicare le operazioni rilevanti ai fini IVA (c.d. "Spesometro") per gli anni 2012 e 2013. L'obbligo di comunicazione è ora fissato per il 2014, ed è circoscritto alle operazioni non documentate da fattura elettronica. |
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Aumento aliquota IVA: chiarimenti dalle Entrate |
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Con Circolare 5 novembre 2013, n. 32, l'Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti in merito alle possibili problematiche dovute all'aumento dell'aliquota IVA, la quale a decorrere dal primo ottobre 2013 è stata fissata nella misura del 22 per cento (art. 11, comma 1, lett. a), D.L. n. 76/2013). L'Amministrazione finanziaria ha precisato che l'aliquota IVA si applica facendo riferimento al momento di effettuazione dell'operazione, e in particolare:
Al fine di regolarizzare senza sanzioni le fatture emesse dal primo ottobre 2013 con la vecchia aliquota, è stato ricordato che occorre versare la maggiore imposta dovuta entro i seguenti termini:
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L'"incompatibilità ambientale" legittima il trasferimento del disabile |
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La tutela prevista dall'articolo 33, comma 6 della Legge n. 104/1992, che vieta il trasferimento del lavoratore diversamente abile senza il consenso dello stesso, risulta attenuata qualora il datore di lavoro motivi tale decisione per "incompatibilità ambientale" del lavoratore nei confronti degli altri colleghi, tale da causare problemi al normale svolgimento dell'attività produttiva. Lo afferma la Corte di Cassazione nella Sentenza n. 24775 pubblicata il 5 novembre 2013, con la quale precisa che se da un lato l'articolo citato prevede la necessità di avere il consenso del lavoratore prima di procedere ad un trasferimento, dall'altro lo stesso non prevede, in capo agli interessati, un diritto assoluto e illimitato nel caso in cui l'esercizio di tale diritto comporti un danno agli interessi economici e produttivi dell'azienda. |
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Prestazione a favore di lavoratori prossimi alla pensione al fine di incentivarne l'esodo |
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L'articolo 4, commi da 1 a 7-ter, della Legge n. 92/2012 (c.d. riforma Fornero), prevede la possibilità, nei casi di eccedenza di personale, di stipulare accordi tra i datori di lavoro che impieghino mediamente più di 15 dipendenti e le organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello aziendale, al fine di incentivare l'esodo dei lavoratori più prossimi al trattamento di pensione. In particolare, il datore di lavoro si impegna a corrispondere all'INPS la provvista finanziaria necessaria per l'erogazione ai lavoratori di una prestazione di importo pari al trattamento di pensione che spetterebbe al momento della risoluzione del rapporto di lavoro in base alle regole vigenti e per l'accredito della contribuzione fino al raggiungimento dei requisiti minimi per il pensionamento. L'INPS, con il Messaggio n. 17768 del 5 novembre 2013, rende noto il nuovo modello di domanda preliminare ed il modello di domanda di prestazione ed illustra le modalità di finanziamento della prestazione di esodo. |
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La visita medica preventiva vale un anno |
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La Commissione per gli interpelli sulla sicurezza del lavoro, nell'Interpello n. 8 del 24 ottobre 2013, fornisce chiarimenti in merito alla disciplina della visita medica preventiva (articolo 12 del D.Lgs n. 81/2008) in caso di riassunzione del lavoratore dopo breve periodo di cessazione del rapporto di lavoro. Al riguardo la Commissione ritiene che il datore di lavoro non è tenuto ad effettuare una nuova visita preventiva, nel caso in cui il lavoratore sia impiegato in mansioni che lo espongono allo stesso rischio nel corso del periodo di validità della visita preventiva (o della visita periodica) e comunque per un periodo non superiore ad un anno. |
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Gestione degli acquisti in conflitto d'interessi con il datore: estinzione del rapporto di lavoro |
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In tema licenziamento disciplinare, secondo la Corte di Cassazione è da ritenersi pienamente giustificato il provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente che, approfittando del proprio ruolo in azienda, gestisce gli acquisti in conflitto d'interessi con il datore di lavoro, aggirando il sistema di classificazione del materiale da comprare, per favorire il fornitore cui risulta strettamente legato. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 24777 del 5 novembre 2013, ha chiarito che la condotta del lavoratore, in contrasto con la posizione ricoperta nell'organizzazione aziendale, ha violato l'obbligo di fedeltà e ha leso irrimediabilmente il vincolo fiduciario con il datore. |
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L'uso della sigaretta elettronica in azienda è soggetto alla valutazione dei rischi |
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La Commissione per gli interpelli sulla sicurezza sul lavoro, nell'Interpello n. 15 del 24 ottobre 2013, in merito all'applicabilità della normativa sul divieto di fumo anche alle c.d. "sigarette elettroniche" chiarisce che:
In assenza di divieto, l'uso è consentito solo previa valutazione dei rischi che dovrà tener conto delle sostanze che possono essere inalate a seguito del processo di vaporizzazione. |
