|
Imu per gli Enti non commerciali: Risoluzione MEF |
|
Con Risoluzione 5 giugno 2013, n. 7/DF, il MEF, a seguito delle modifiche apportate dall'art. 10, comma 4, lett. b), D.L. n. 35/2013 alla disciplina IMU, ha fornito chiarimenti relativamente ai criteri applicabili agli immobili appartenenti ad enti non commerciali. In particolare, emerge che:
|
|
Gli enti locali devono rispettare i limiti imposti dalle norme primarie: Consiglio di Stato |
|
Con Ordinanza 5 giugno 2013, n. 2126, il Consiglio di Stato ha affermato che il presupposto ed i soggetti passivi dell'imposta sono individuati dalle norme di rango primario e non possono essere modificati da regolamenti comunali. In particolare, la questione ha ad oggetto l'imposta di sbarco di cui all'art. 4, comma 3-bis, D.Lgs. n. 23/2011 il quale dispone che solo le compagnie di navigazione che forniscono collegamenti marittimi di linea possono riscuotere tale imposta, unitamente al prezzo del biglietto e nel limite di 1,50 euro. Di conseguenza, un Comune non può, tramite regolamento, istituire un nuovo soggetto passivo del tributo e, specificatamente, nel caso di specie un soggetto che utilizza vettori pubblici o privati o comunque altri soggetti diversi dalle compagnie di navigazione. |
|
Definizione di lavoratori svantaggiati |
|
Il Ministero del Lavoro, con un Comunicato del 6 giugno 2013 pubblicato sul proprio sito internet, rende noto che:
|
|
Licenziamento: è il lavoratore a dover provare l'eventuale carattere ritorsivo del recesso |
|
In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha chiarito che qualora il dipendente impugni il provvedimento espulsivo comminatogli dal datore di lavoro, sostenendone il carattere ritorsivo, dovrà provare tale motivazione. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 14319 del 6 giugno 2013, ha precisato che il dipendente il quale sostenga il carattere ritorsivo del licenziamento in ragione del suo rifiuto di conversione del rapporto in contratto a tempo parziale, dovrà fornirne le prove, non potendo gravare il datore di lavoro dell'onere di giustificare l'assenza della ritorsione. |
|
Sanzioni civili all'INPS dovute: irrilevante l'interpretazione del datore di una circolare dell'Istituto |
|
La Corte di Cassazione ha chiarito che il datore di lavoro deve pagare le sanzioni civili per la revoca degli sgravi contributivi pretese dall'INPS, senza poter invocare a propria discolpa una presunta interpretazione contenuta in una circolare dello stesso Istituto. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 14316 del 6 giugno 2013, sottolinea che, in caso di sgravi contributivi goduti senza titolo, le somme aggiuntive dovute dal datore di lavoro hanno la stessa natura giuridica del debito principale e i documenti amministrativi dell'ente e le relative interpretazioni non hanno alcuna incidenza sulle stesse. |
