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Il solo reato fiscale non è sufficiente a far sorgere l'obbligo di s.o.s.: Studio notariato |
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Con Studio n. 261/2013/B, approvato il 19 aprile 2013, il Consiglio Nazionale del Notariato ha fornito chiarimenti in relazione ai "Reati fiscali e normativa antiriciclaggio: i confini dell'obbligo di segnalazione a carico dei notaio". Si precisa, in particolare, che il reato fiscale, come presupposto delle condotte volte al riciclaggio, non è di per sé sufficiente a far sorgere l'obbligo di segnalazione di operazioni sospette (s.o.s.), in quanto sono previste delle precise limitazioni derivanti:
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Versamenti bancari ingiustificati: legittimo l'accertamento |
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Con Ordinanza 7 maggio 2013, n. 10584, la Corte di Cassazione ha stabilito che il solo scostamento dei ricavi/compensi dichiarati rispetto a quelli risultanti dagli studi di settore legittima l'accertamento fiscale se i versamenti bancari del professionista sono ingiustificati. Infatti, è stato precisato che l'Amministrazione finanziaria, ai sensi dell'art. 39, D.P.R. n. 600/1983, può procedere all'accertamento dei redditi:
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Il nuovo articolo 18 non si applica ai procedimenti in corso |
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La Corte di Cassazione, nella Sentenza n. 10550 del 7 maggio 2013, ha sancito l'inapplicabilità della Legge n. 92/2012, e nel particolare delle modifiche apportate alla disciplina del licenziamento, ai processi già in corso alla data di entrata in vigore della medesima norma, in quanto il nuovo disposto comporta un cambiamento radicale non solo nell'apparato sanzionatorio, ma anche nella qualificazione giuridica dei fatti. Pertanto, nei procedimenti in corso non può essere invocata l'applicazione delle nuove disposizioni e, nel caso in specie oggetto della pronuncia della Suprema Corte, questa ha ritenuto illegittimo il recesso dell'azienda senza il riconoscimento della condotta fraudolenta del lavoratore, che aveva inviato un numero consistente di SMS privati dal telefono aziendale, stante anche il fatto che in altri casi analoghi l'azienda aveva applicato delle sanzioni conservative. |
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ASpI e mini-ASpI: fissata la misura dell'indennità per i nuovi beneficiari |
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Il Ministero del Lavoro ha pubblicato, in data 7 maggio 2013, sul sito www.lavoro.gov.it la notizia che sarà disponibile a breve sulla Gazzetta Ufficiale, il DM 25 gennaio 2013 che determina la misura delle prestazioni ASpI e mini-ASpI da liquidarsi (in misura proporzionale all'aliquota effettiva di contribuzione) ai soggetti in precedenza esclusi dal diritto all'indennità di disoccupazione e che dal 1° gennaio 2013 rientrano nell'ambito di applicazione dell'ASpI. Il decreto, che riguarda in particolare i soci lavoratori delle cooperative, di cui al DPR n. 602/1970, prevede che, per l'anno 2013, le indennità ASpI e mini-ASpI siano liquidate per un importo pari al 20% della misura delle indennità come previste a regime. |
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Licenziamento: legittimo anche se l'assenza ingiustificata è di breve durata |
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In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha chiarito che qualora il dipendente ometta di fornire la documentazione giustificativa dell'assenza al datore di lavoro, il provvedimento espulsivo comminato nei suoi confronti dovrà considerarsi legittimo. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 10552 del 7 maggio 2013, ha precisato che, fermo restando l'onere ad esclusivo carico del lavoratore in merito alle comunicazioni giustificative dell'astensione dal servizio, una carenza di tale tipo dovrà considerarsi idonea a giustificare il licenziamento, anche se l'assenza risulta essere di breve durata. Tale ultimo aspetto acquisirà maggiore rilevanza in presenza di particolari modalità di impiego del lavoratore, come ad esempio l'appalto con scadenza lavori ravvicinata. |
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Convertito a tempo indeterminato il contratto di fornitura di lavoro temporaneo con causale generica |
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Con riferimento al contratto di fornitura di lavoro temporaneo, la Corte di Cassazione ha statuito la sua conversione a tempo indeterminato in ragione della genericità della causale "sostituzione", nella quale è anche assente un puntuale riferimento ai CCNL del settore cui appartiene l'impresa utilizzatrice. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 10560 del 7 maggio 2013, ha chiarito che la causale del contratto utilizzata, ossia "casi previsti dai contratti collettivi nazionali della categoria di appartenenza dell'impresa utilizzatrice. Sostituzione", risulta più generica del testo legislativo e, quindi, del tutto inidonea a integrare i requisiti richiesti dalla Legge n. 196/1997, in quanto non sono indicati i contratti collettivi di riferimento e non sono specificate le ipotesi previste dagli stessi contratti cui si intendeva riferirsi. |
