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13/03/2013 - Beni posseduti da società semplici: prospetto di riparto

Beni posseduti da società semplici: prospetto di riparto

Tra i chiarimenti forniti dalla Circolare 11 marzo 2013, n. 5, l'Agenzia delle Entrate ha approfondito anche gli effetti dell'IMU relativamente ai beni posseduti da società semplici.

A tale proposito occorre considerare che nelle società semplici:

  • i redditi conseguiti dalla stessa mantengono la natura della categoria in cui gli stessi sono classificabili;
  • i redditi di partecipazione attribuiti ai soci che non detengono la partecipazione in regime d'impresa, mantengono la medesima natura dei redditi da cui promanano.
L'Amministrazione finanziaria precisa che l'effetto di sostituzione debba essere applicato in capo ai sopracitati soci persone fisicheper la quota del reddito di partecipazione riferibile a redditi fondiari in relazione ai quali operi l'effetto di sostituzione.

In questo caso, nel prospetto di ripartizione del reddito conseguito dalla società deve risultare la quota del reddito corrispondente al reddito dominicale dei terreni non affittati o al reddito dei fabbricati non locati per i quali opera l'effetto di sostituzione.

Diversamente, in presenza di soci che operano in regime d'impresa, l'effetto di sostituzione:

  • non si produce in capo a questi ultimi;
  • la quota del reddito di partecipazione corrispondente al reddito dominicale dei terreni non affittati o al reddito dei fabbricati non locati concorre alla determinazione del reddito di detti soci.

Fattura per consulenza falsa in assenza di accordo scritto con il professionista: Cassazione

Con Ordinanza 12 marzo 2013, n. 6203, la Corte di Cassazione ha affermato che una generica fattura per consulenza può essere considerata falsa dall'Amministrazione finanziaria in assenza di un contratto scritto con il professionista. In tal caso, il Fisco è tenuto a negare la detrazione dell'IVA (art. 19, comma 1, D.P.R. n. 633/1972).

In particolare, nel caso in cui gli elementi riportati sulla fattura siano vaghi, scaturiscono delle presunzioni semplici in favore dell'Agenzia, con conseguente onere delle prova a carico del contribuente. Il contribuente, per ottenere legittimamente la detrazione, deve dimostrare l'esistenza di un vero e proprio contratto di consulenza scritto con un professionista o con un'impresa.

Vende a prezzo inferiore di quello fissato dall'azienda: licenziamento legittimo

Il licenziamento del lavoratore che ha venduto della merce ad un prezzo inferiore a quello fissato dall'azienda è legittimo, perché integra giusta causa di licenziamento per la lesione del rapporto fiduciario con il datore di lavoro.

Lo afferma la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 5565 del 7 marzo 2013, nella quale chiarisce che nel caso in specie non rilevano il fatto che l'azienda non abbia fornito spiegazione dei motivi dell'interruzione del rapporto e che il codice disciplinare non fosse affitto in azienda, in quanto la condotta del lavoratore è "immediatamente percepibile come illecito", in quanto contrario alle norme minime etiche e il lavoratore stesso può ben comprendere l'illiceità del proprio comportamento.

Indice TFR del mese di febbraio 2013

L'Istituto centrale di statistica ha reso noto che l'indice dei prezzi al consumo per il mese di febbraio 2013 è pari a 106,7 punti.

L'incidenza percentuale della differenza rispetto all'indice in vigore al 31 dicembre 2012 è pari a 0,187793; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell'1,5% annuo, per cui si avrà 0,390845.

Niente licenziamento per l'inoperosità del dipendente in attesa di altro materiale da lavorare

In tema di licenziamento, la Corte di Cassazione ha statuito l'illegittimità del provvedimento espulsivo, non fondato su una giusta causa, nei confronti del lavoratore intrattenutosi a parlare con il collega in attesa di altro materiale da lavorare.

Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 6125 del 12 marzo 2013, ha chiarito che il lavoratore ha effettuato una pausa in attesa di proseguire il proprio lavoro e che, ai fini dell'estinzione del rapporto, la risposta brusca data all'amministratore che lo ha ripreso non costituisce insubordinazione, ma è soltanto espressione di maleducazione.