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Illegittimo il sequestro per equivalente se non proporzionato al debito: Sentenza |
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Con Sentenza 17 aprile 2013, n. 17610, la Corte di Cassazione ha stabilito che è illegittimo il sequestro per equivalente qualora non sia proporzionato al debito con il Fisco. Inoltre i Giudici hanno precisato che, nell'ipotesi di reato tributario commesso dall'amministratore delegato di una S.R.L., è illegittimo il sequestro per equivalente di beni intestati alla società stessa, tranne nel caso in cui la società sia stata interposta per porre in essere reati fraudolenti e quindi ogni bene fittiziamente intestato alla società sia immediatamente riconducibile alla disponibilità dell'autore del reato. |
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Movimenti sui c/c valgono come reddito anche per i lavoratori dipendenti: Cassazione |
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Con Sentenza 3 aprile 2013, n. 8047, la Corte di Cassazione ha stabilito che le movimentazioni dei conti bancari non giustificabili dalla dichiarazione dei redditi, risultanti da indagini bancarie, legittimano l'accertamento da parte dell'Amministrazione finanziaria nei confronti del contribuente che non sia lavoratore autonomo, indipendentemente quindi dalla tipologia di attività svolta. Pertanto, i giudici di legittimità hanno esteso anche ai lavoratori dipendenti la presunzione legale dell'esistenza di maggior reddito imponibile posta a fondamento degli accertamenti bancari, di cui agli artt. 32, D.P.R. n. 600/73 e 51, D.P.R. n. 633/72, poiché di portata generale. Nello specifico, l'incongruenza tra dichiarazione e versamenti in c/c fa scattare sempre l'accertamento. In definitiva, in tema di accertamento bancario, l'onere della prova è a carico del contribuente titolare dei c/c, che deve dimostrare che le movimentazioni bancarie risultanti dal suo conto, prive di giustificazione e non contabilizzate non generano reddito o sono esenti dall'imposta. |
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Evasione contributiva: la testimonianza del lavoratore non smentisce il verbale ispettivo |
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In materia di evasione contributiva, la Corte di Cassazione ha chiarito che qualora, a fronte di verifica ispettiva da parte dell'INPS, sia rilevata un'omissione contributiva, la testimonianza del lavoratore non può smentire le rilevanze ispettive. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 9351 del 17 aprile 2013, ha precisato che la testimonianza del dipendente volta a confermare lo svolgimento della prestazione lavorativa secondo le regole del contratto part-time, nonostante le rilevanze ispettive lo riconducano ad un contratto a tempo pieno, non può essere considerata rilevante. Ciò sia in ragione delle prove raccolte dall'organo ispettivo, che in ragione della posizione di soggezione del lavoratore rispetto alla figura del datore. |
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Riconosciuti gli incentivi fiscali all'occupazione anche per l'assunzione di familiari dell'imprenditore |
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Con riferimento all'assunzione di una parente da parte dell'imprenditore, la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha statuito la piena legittimità della fruizione di incentivi e agevolazioni fiscali all'occupazione. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 9298 del 17 aprile 2013, ha precisato che ai fini del godimento dei benefici per la nuova occupazione, la normativa prevede determinati requisiti soggettivi ed oggettivi, non escludendo la possibilità della loro fruizione per l'assunzione dei familiari. |
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Imprese a capitale misto: indennità di malattia anche per gli impiegati |
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Il Ministero del Lavoro, in risposta all'Interpello n. 14 del 17 aprile 2013, è intervenuto per fornire chiarimenti in merito all'assicurazione per l'indennità economica di malattia per operai e impiegati di imprese a capitale misto. In particolare, il Ministero ha precisato che anche le imprese a capitale misto sono tenute a versare la contribuzione per malattia agli impiegati (oltre agli operai, già richiamati letteralmente dalla norma), qualora si tratti del settore del terziario e dei servizi. |
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Contributo addizionale ASpI dovuto anche dalle agenzie di somministrazione |
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Il Ministero del Lavoro, nell'Interpello n. 15 del 17 aprile 2013, in merito al contributo addizionale ASpI dell'1,4%, applicabile ai contratti di lavoro subordinato a tempo determinato (art. 2, c. 28, Legge n. 92/2012), chiarisce che tale contributo è dovuto anche nell'ambito della somministrazione a termine: sia nel caso di lavoratori somministrati a tempo determinato che di lavoratori in mobilità somministrati a tempo determinato. Al riguardo il Ministero osserva che la Riforma Fornero, a compensazione di tale ulteriore onere, prevede, a partire dal 2014, per le agenzie autorizzate allo svolgimento dell'attività di somministrazione di lavoro, una riduzione pari all'1,4% dell'aliquota contributiva da versare ai Fondi per la formazione. |
