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CENTRI COMMERCIALI: L’ASCOM CONFCOMMERCIO DI PADOVA “MAPPA” IL TERRITORIO E SEGNALA DIMENSIONI E ZONE DI INFLUENZA.

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IL VICEPRESIDENTE PASQUALETTI: “UN “FALLOUT” SUI PICCOLI CENTRI PARAGONABILE, NELLE DINAMICHE, A FUKUSHIMA”
L’immagine ricorda da vicino l’evacuazione in un determinato raggio chilometrico che ci divenne familiare nei giorni del disastro di Fukushima.
“Ed in effetti – sostiene Franco Pasqualetti, vicepresidente dell’Ascom Confcommercio di Padova con competenza proprio sulle grandi strutture di vendita – nel presentare la nostra cartina con i metri quadrati dei centri commerciali esistenti e con i relativi bacini di potenziale clientela, mettiamo in guardia da un pericolo che ha dinamiche analoghe: checché ne dica il sindaco di Due Carrare che vede nei centri commerciali addirittura un volano per l’apertura di nuove attività, la nascita di una grande struttura di vendita ha, sugli esercizi e sull’occupazione, un “fallout” che equivale a quattro posti di lavoro persi per uno creato. Senza parlare della desertificazione dei piccoli centri che equivale ad aprire un’autostrada verso il degrado”.
Parole pesanti ma ampiamente giustificate proprio dalla visione della mappa che l’Ascom Confcommercio di Padova ha predisposto e che, dalla prossima settimana, distribuirà attraverso le proprie sedi

nella convinzione che “un’immagine vale più di mille parole” per far comprendere come di tutto abbia bisogno la nostra provincia, fuorchè di nuove grandi strutture di vendita.
“L’area di influenza delle strutture già in essere – continua Pasqualetti – debordano ampiamente dai confini provinciali e, come si può ben vedere, finiscono per sovrapporsi le une alle altre. Mi chiedo a cosa possa servire il paventato centro di Due Carrare sul quale insistono ben quattro aree di influenza o quello di Limena che, giocoforza, andrebbe ad accavallarsi alle 7/8 aree di influenza che interessano il centro capoluogo”.

Basterebbe dunque la mappa dell’Ascom per chiudere definitivamente il capitolo centri commerciali, ma evidentemente non è così.
“La speculazione immobiliare – aggiunge il vicepresidente dell’Ascom Confcommercio di Padova – che prospetta anche la realizzazione di Veneto City, sembra assolutamente insensibile non solo alla pressante richiesta che viene da chi chiede di non cementificare un territorio già ampiamente compromesso e a rischio alluvione ad ogni piè sospinto, ma anche da chi, come l’assessore regionale al commercio, Isi Coppola, prospetta un futuro di aiuti ai centri cittadini ed un blocco delle grandi strutture di vendita”.
Ma la mappa dell’Ascom non è solo un atto di denuncia verso una deregulation commerciale che va ben oltre gli effetti della liberalizzazione (unica avvenuta in Italia nel corso di questi anni nonostante i mille proclami poi puntualmente disattesi dal Parlamento), ma è anche un utile “riassunto delle puntate precedenti” per sapere esattamente dislocazione e dimensioni del fenomeno.
In questo senso se non sorprende che il parco commerciale di Padova Est (tanto per intenderci, l’area Ikea) vanti una dimensione di ben 30 mila metri quadrati, sorprendono un tantino gli oltre 12 mila mq insistenti su Veggiano o i 21 mila mq di Megliadino San Fidenzio.
“Ciò che con la mappa intendiamo comunicare – ha concluso Pasqualetti – è che non c’è necessità alcuna per nuovi insediamenti. Tutto ciò che si dovesse realizzare in futuro (ma noi saremo ben vigili ed attivi per impedirlo), sarà solo un regalo ai “signore del mattone” ed è un’affermazione, la nostra, che non teme le critiche di chi ci accusa di intralciare il progresso. Non è infatti progresso deturpare un territorio che merita invece di essere ripensato e, soprattutto, recuperato dopo i guasti causati da un trentennio di costruzione selvaggia”.

3 agosto 2011

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