
ADDIO (SENZA RIMPIANTI) AL SISTRI (TRACCIABILITA’ DEI RIFIUTI) PER LE IMPRESE SOTTO I DIECI DIPENDENTI.
BARBIERATO (ASCOM CONFCOMMERCIO PADOVA): “BENE. MA CHI PAGHERA’ I COSTI SOSTENUTI FINORA DA IMPRESE ED ASSOCIAZIONI?”
Alla fine le imprese con meno di dieci dipendenti sono state esentate dal Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti che senza produrre un briciolo di tutela ambientale è costato finora 250 milioni di euro a 300 mila imprese italiane.
"Finalmente il Ministero dell’Ambiente ha firmato il decreto semplificativo che assoggetta al Sistri solo le imprese produttrici di rifiuti pericolosi con più di 10 dipendenti derivanti da attività di demolizione e scavo, lavorazioni industriali e artigianali, attività commerciali, quelle di servizio e quelle sanitarie, nonché le attività agricole e agroindustriali. Ma sebbene l’iniziativa del governo vada nella direzione giusta, più volte da noi sollecitata, non siamo ancora all’abolizione “tout court” di un sistema assolutamente inadeguato alle esigenze delle imprese e del Paese”.
Soddisfatto ma non completamente il direttore generale dell’Ascom, Federico Barbierato, nonostante il passo avanti abbia comunque un peso specifico notevole.
“Non vi è dubbio che l’esonero per le aziende sotto dieci dipendenti ne escluda la stragrande maggioranza – continua il direttore generale dell’Ascom Confcommercio di Padova – ma da un governo che ha fatto della lotta alla burocrazia uno dei capisaldi della propria iniziativa ci saremmo aspettati l’abolizione di quella che riteniamo la “prova provata” del grado di follia e di inutilità che può raggiungere la burocrazia nel nostro Paese”.
Che il Sistri nella sua primaria definizione fosse un assurdo (oggi finalmente tolto di mezzo) lo testimonia ampiamente il fatto che il sistema equiparava i rifiuti di un parrucchiere e di un piccolo commerciante con quelli di un'industria.
Soddisfatto, ma non troppo Barbierato anche perché i danni nei confronti delle imprese (e anche delle associazioni che sul sistema hanno formato gli addetti e assistito le imprese) non li pagherà nessuno.
“Questo non significa – conclude Barbierato – che le imprese siano refrattarie alla tracciabilità dei rifiuti, soprattutto a quelli pericolosi, ma sono contrarissimi ad una burocrazia e ad un fisco invadenti ed invasivi”.
Restano dei margini di dubbio sulle modalità di restituzione dei dispositivi usb per i quali il ministero deve ancora pronunciarsi, per cui l’Ascom invita i propri associati a fare riferimento al proprio servizio ambientale, sempre raggiungibile via e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o, negli orari d’ufficio, al numero telefonico 049 8209763.
Padova, 2 maggio 2014
