BANCA NEGA IL CREDITO AD UN’IMPRESA PERCHE’ HA UN CONTENZIOSO CON L’ERARIO GIA’ RISOLTO NEL 2007!
L’INTERVENTO DELL’ASCOM RISOLVE IL PROBLEMA MA LA QUESTIONE E’ PIU’ AMPIA.
IL PRESIDENTE BERTIN: "BANCHE, PIU' CORAGGIO!"
FINOTELLO (TERFIDI ASCOM PADOVA): "HA UN BEL DIRE RENZI ALLE BANCHE "DATE PIU’ CREDITO", MA NORME ANTIQUATE BLOCCANO LA RIPRESA"
Ha un bel dire Matteo Renzi: "Banche, date più credito alle imprese".
"E' un appello che noi abbiamo fatto da tempo - ricorda il presidente dell'Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin - perchè senza credito non c'è futuro per le nostre imprese. Purtroppo il mondo bancario nicchia e, talvolta, si "nasconde" dietro questioni tecniche che poi tanto tecniche non sono. Per dirla tutta: ci vuole coraggio!"
"Il problema – aggiunge Paolo Finotello, responsabile per Ascom Confcommercio Padova di Terfidi Veneto – è che, ammesso e non concesso che le banche siano disponibili, c’è una normativa che non aiuta, anzi, che mette il bastone tra le ruote anche di chi vorrebbe investire".
Impressioni? No, dati circostanziati. Ed è lo stesso Finotello a raccontare un fatto approdato nelle scorse ore sul suo tavolo.
"Un’impresa nostra associata – prosegue – si è vista negare in prima battuta da un noto istituto il credito perché segnalata in una banca dati privata come soggetto a rischio alto. Abbiamo voluto, come facciamo per tutti i nostri soci, andare a fondo della questione anche perchè l’azienda "da bollino rosso" è conosciuta e gode di ottima salute".
E allora perché la segnalazione?
"Abbiamo scoperto – continua il responsabile padovano di Terfidi Veneto – che il "rischio" era relativo ad un contenzioso con l’erario peraltro già risolto in pochi mesi ancora nel 2007 ma che è rimasto in circuito con un danno evidente per l’impresa".
L’intervento dell’Ascom ha garantito il superamento dell’impasse, ma non vi è dubbio che l’iniziale rifiuto della banca abbia messo in allarme l’impresa la quale ha pure valutato se non dare corso all’investimento.
"In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando - conclude Finotello – una normativa "antica" non contribuisce a sciogliere i nodi, semmai li aggroviglia ancora di più. Nessuno mette in dubbio il valore di alcuni sistemi informativi, ma non è pensabile che una situazione, peraltro già ampiamente risolta, possa "marchiare" sette anni dopo anche chi non ha mai avuto problemi con le banche".
Viene da chiedersi: ma se, come è avvenuto nello specifico, non c’è un intervento professionale come quello dell’Ascom, che fine fanno le richieste di credito che si vedono opporre un "bollino rosso" in fase istruttoria?
Padova 20 giugno 2014
