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BAR APERTI DI NOTTE: SANZIONI PER CHI NON RISPETTA LE REGOLE

L’ASCOM LO REPUTA UN PROVVEDIMENTO CONDIVISIBILE E CHIAMA IN AIUTO LA TECNOLOGIA A PARTIRE DA UNA APP IN GRADO DI MAPPARE L’INQUINAMENTO ACUSTICO
Adesso che il sindaco Bitonci ha promesso che per i bar del centro non ci saranno limiti di orario, ma ci saranno sanzioni per chi non rispetta le regole, c’è da attendersi la levata di scudi dei residenti. I quali lamenteranno i rumori molesti causati dai locali della movida.
“Quello del riposo notturno di chi abita in centro – commenta il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin – è sempre stato “il” problema che ha impedito che il centro potesse essere vissuto, soprattutto d’estate, anche in orari che non fossero quelli del coprifuoco”.
Evidenti le conseguenze: centro tranquillo in quanto a rumore, ma anche luogo privilegiato per chi, in assenza di persone nelle strade e nelle piazze, ne approfitta per allargare i propri loschi traffici.
“Il risultato – continua Bertin – è che siamo finiti da un lato per realizzare la “movida ghettizzata” lungo le rive del Piovego dove, di fatto, è presente una sorta di “zona franca” e, dall’altro, siamo riusciti a ridurre lo spritz da brand ambasciatore del “made in Padova” a problema di ordine pubblico con tanto di divieti non nei confronti di chi abusa dell’alcol ma nei confronti di chi vende. Un’idea che, per primi, abbiamo respinto con forza convinti che non si possono penalizzare i commercianti per comportamenti che non sono a loro imputabili”.
Per cui ben venga l’allargamento dell’orario di apertura dei bar, purchè con regole e con sanzioni per chi le regole non le rispetta. E per farle rispettare all’Ascom propongono di avvalersi della tecnologia.

“Siamo venuti a conoscenza – continua il presidente dell’Ascom - che la Vrije Universiteit di Bruxelles ha proposto di dotarsi di uno smartphone per mappare l’inquinamento acustico delle città, grazie alla app NoiseTube, disponibile per iOS e Android”.
Il progetto, nello specifico, è nato da una ricerca del Sony Computer Science Lab di Parigi e mira a scavalcare il tipico problema per le municipalità (e i cittadini) nel mappare in maniera efficace l’inquinamento acustico, dato dal fatto che le misurazioni spesso vengono effettuate con fonometri fissi, che monitorano un’area ma risultano poco precise per ogni strada e ogni singolo caso. Naturalmente per creare un misuratore di rumore che funzioni col microfono degli smartphone, certo non paragonabile a uno professionale, è stato necessario calibrare il software per limitare il margine di errore, ma i ricercatori affermano che NoiseTube è comunque abbastanza preciso da evidenziare la differenza di rumore che esiste passando da una strada all’altra, da un giorno della settimana all’altro o dalla mattina alla notte (sia che questa sia una notte quieta sia che sia una notte brava). Naturalmente una volta registrati, i dati geolocalizzati possono essere usati per contribuire a creare mappe interattive in cui vedere come si evolve il rumore quartiere per quartiere, giorno dopo giorno offrendo una situazione aggiornata in tempo reale”.
Quello di NoiseTube peraltro non è l’unico progetto scientifico legato al monitoraggio dell’inquinamento acustico. Esistono infatti numerose app come Noise Nuisance, Widenoise, Noise Meter, Decibel 10th e Noise Sniffer, SPLnFFT Noise Meter, SoundMeter+ e SPL Meter.
“Ovviamente il rumore – conclude Bertin – non è l’unico aspetto che va tenuto sotto controllo. L’abuso di alcol, la pulizia delle aree pubbliche, lo spaccio di droga sono elementi altrettanto se non più importanti, ma anche in questo caso la tecnologia (il sindaco ha annunciato l’installazione di più telecamere) ed il controllo da parte dei cittadini possono diventare utilissimi strumenti in mano all’amministrazione per fare di Padova una città dove il divertimento non fa rima con degrado e dove i bar, con i loro tavolini, con il loro servizio possono trasformare le sere d’estate in momenti di vivibilità per tutti i padovani (residenti e non, giovani e meno) e anche per i turisti che chiedono di vivere la città”.

 

Padova 12 giugno 2014