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CENTRI COMMERCIALI E DEGRADO

CENTRI COMMERCIALI A MONSELICE E DUE CARRARE?

PASQUALETTI (ASCOM CONFCOMMERCIO DI PADOVA): “LE AMMINISTRAZIONI STIANO ATTENTE: UNA AL DEGRADO CHE POTREBBE PORTARE IN CENTRO, L’ALTRA AL PERICOLO IDROGEOLOGICO”
“A degrado non si può rispondere con altro degrado e, soprattutto, dove il degrado non c’è ed il paesaggio è ancora intatto, non si può per un pugno di euro deturpare l’ambiente e la storia”.
Com’è suo costume Franco Pasqualetti, vicepresidente vicario dell’Ascom Confcommercio di Padova, non le manda a dire ma affronta il toro per le corna.
Sul piatto ci sono due questioni legate all’annosa querelle sui centri commerciali: una riguarda Monselice e la cosiddetta area ex Bernacchi, l’altra è lo scempio che si vorrebbe fare di fronte al Castello del Catajo, costruendo un paio di capannoni quasi che il territorio provinciale non ne fosse già ampiamente dotato con grave compromissione dell’assetto idrogeologico.
“E’ alquanto curioso – dichiara Pasqualetti – che per risolvere un problema di degrado qual è l’area ex Bernacchi il comune di Monselice non individui altro che la realizzazione di un’area commerciale facendo finta di non capire che a forza di portare all’esterno le attività finisce per desertificare il centro ed un centro senza negozi e dunque senza più gente che lo frequenti è un centro in balia dei balordi”.
Non esattamente analoga ma comunque fortemente critica anche la reprimenda nei confronti dell’amministrazione di Due Carrare.
“Con il comune di Due Carrare – continua Pasqualetti – abbiamo in atto una contrapposizione che ormai si avvia a festeggiare (si fa per dire) il decennio. Noi fieramente convinti che un centro commerciale che preclude la visuale del castello del Catajo non solo è offensivo per la storia e l’ambiente, ma è anche fortemente negativo per gli impatti che una struttura del tipo, all’uscita del casello autostradale, avrà sul traffico e dunque sulla rumorosità e l’inquinamento”.
“Purtroppo – aggiunge il vicepresidente vicario dell’Ascom – il sindaco di Due Carrare, nonostante abbia tutte le possibilità per ritornare sui propri passi (c’è una sentenza che stabilisce che un’amministrazione può ripristinare lo status quo senza dover sopportare danni economici) è pervicacemente attaccato all’idea di costruire perché così incasserà (come municipio, naturalmente) i soldi degli oneri di urbanizzazione e dell’Imu. In dispregio assoluto, peraltro, dei cittadini del limitrofo comune di Battaglia Terme che ne sopporterebbero tutte le negatività senza ottenere nessun vantaggio”.
Tutto questo senza contare che il territorio già da tempo sta “ribellandosi”.
“Agli amministratori di Due Carrare – conclude Pasqualetti – voglio ricordare che ormai le alluvioni sono all’ordine del giorno e gli esperti confermano che una causa importante è la cementificazione del territorio. Se mai l’ecomostro di Due Carrare dovesse vedere la luce, sappiano che in caso di allagamenti non basteranno notti intere a raccogliere l’acqua per convincerci dell’opportunità di non ricordare alla popolazione le improvvide scelte di cui si sono resi protagonisti”.

 

Padova, 30 giugno 2014