IL PRESIDENTE BERTIN: "LE PROPOSTE DELL'ASCOM FRUTTO DI NOVE ANNI DI BATTAGLIE E DI AZIONE".
IL CANDIDATO SINDACO CESARO: "UNA BANCA DEI PADOVANI PUBBLICO/POPOLARE PER DARE CREDITO A IMPRESE E CITTADINI E RILEVARE IL CALCIO PADOVA"
"Il commercio di vicinato ha una funzione sociale che la grande distribuzione, forte dell'inadeguatezza della politica, sta minacciando seriamente".
Ha sintetizzato così, al termine del suo incontro con il presidente dell'Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin, il candidato sindaco Bruno Cesaro, il quarto (su nove) fra quanti hanno deciso di confrontarsi con l'associazione sulla base del decalogo da questa inviato nei giorni scorsi a tutti i pretendenti alla poltrona di palazzo Moroni.
"Condivido tutto quanto chiedono i commercianti - ha detto Cesaro - e, d'altra parte, da imprenditore non potrebbe essere altrimenti".
Ampio lo spettro delle problematiche sulle quali il presidente Bertin, il direttore generale Federico Barbierato ed il segretario generale Otello Vendramin hanno chiesto il parere di Cesaro che, nel sottolineare l'esigenza primaria di fare di Padova una città "vivibile", ha detto che non può fallire l'obiettivo di diventare città turistica a pieno titolo, anche grazie al centro congressi.
Non sono mancati i confronti con le altre città venete le cui amministrazioni, un po' a sorpresa considerati i "colori" politici di quelle realtà, vedono Cesaro non pregiudizialmente contrario, anzi.
"L'iniziativa vicentina di contenere al massimo la tassazione nei confronti dei negozi - ha ricordato - è una buona cosa così come le iniziative sulla casa lo sono in riva all'Adige".
Zip, Interporto, fiera, tram ("smantellare quello che c'è sarebbe una follia, ma di nuovo tratto non è nemmeno il caso di parlare"), centri commerciali, Ztl ("di sera devono essere aperte per consentire alla gente di venire in centro e godere della città"), questi, tra gli altri, i temi affrontati da Bruno Cesaro in un confronto franco dove è sembrato emergere più il lato imprenditoriale del candidato che non quello di aspirante alla carica di primo cittadino.
"Quello che ci preme sottolineare - ha rimarcato Bertin - è che le nostre proposte non sono il frutto di mezz'oretta di riunione finalizzata a stendere un documentino, ma sono il frutto di nove anni di iniziative, di battaglie, di "uscite", anche nazionali, a salvaguardia di un mondo terziario che è in grande sofferenza".
Non è mancato anche un accenno alla disgraziata stagione del Calcio Padova e al suo futuro a tinte fosche.
"Da tifoso che va in curva Fattori - ha detto Cesaro - accarezzo l'idea di un intervento da parte di una banca padovana che dovrebbe essere un nuovo istituto al 51% in proprietà del Comune e per il restante 49% in mano ad un azionariato popolare dove la quota massima singola non possa superare l'1%. A questa banca, che dovrebbe essere la banca delle piccole imprese e delle famiglie padovane, affiderei anche il compito di fare da appoggio ad un eventuale rilevamento della società biancoscudata".
Venerdì, altri due incontri: alle 11.30 col candidato sindaco Giuliano Altavilla e alle 12.30 con Massimo Bitonci. Poi, la prossima settimana (esattamente martedì) sarà la volta di Francesco Fiore).
Padova 15 maggio 2014
