
DA ANNI I PANIFICATORI ASCOM SONO IMPEGNATI A FORNIRE IL PANE A CHI E’ IN DIFFICOLTA’
Pane sospeso a Padova: chapeau! Quando ci si muove per aiutare chi è in difficoltà, è sempre un bene, soprattutto con le eclissi – più che i chiari - di luna che corrono. Ma il nuovo progetto studiato da un gruppo di studenti della facoltà di Psicologia dell’Università di Padova forse ha il suo limite proprio nell’oggetto dell’iniziativa: infatti un conto è il caffè sospeso a Napoli, che di solito è dedicato, anche se non ufficialmente, a persone ben conosciute da chi offre, un conto è l’individuazione di chi possa legittimamente presentarsi a ritirare il pane al bancone del negozio e, soprattutto, se la cosa non è umiliante per chi ne ha veramente bisogno.
E proprio i panificatori dell’Ascom di Padova da anni ormai sanno bene cosa vuol dire spendersi nel nome solidarietà e dell’impegno sociale.
Infatti dal 2009, con il progetto denominato “Il pane della solidarietà” nato dalla collaborazione di una cordata di soggetti, la Fondazione Opera Edimar, con il suo presidente Mario Dupuis, il Centro di formazione professionale di panificazione, il Gruppo Provinciale Panificatori dell’Ascom di Padova rappresentato da Luca Vecchiato e Giorgio Agugiaro, presidente della spa Agugiaro&Figna molini di Curtarolo, è stato stilato un accordo per la fornitura gratuita di farina da parte del Molino Agugiaro&Figna, utilizzati in parte per le attività formative degli studenti della scuola di panificazione e in parte per le iniziative legate a questa iniziativa benefica. Si tratta di 50 kg di pane che vengono da cinque anni quotidianamente prodotti e forniti gratuitamente – per un totale di 75 mila chili di pane pari a 750 mila porzioni - a persone senza risorse da parte degli enti che si occupano di aiuto alle fasce bisognose, ossia l’Opera de “Il pane dei poveri”, la mensa San Leopoldo dei Frati minori Cappuccini, l’opera Magnificat-Casa Mamma Romana e l’Associazione La Formica Banco Alimentare.
“Questo progetto – ha affermato Luca Vecchiato - è stato fortemente voluto da tutta la nostra categoria, che sul fronte della solidarietà si spende da sempre con iniziative mirate e studiate. E’ poi di questi giorni la notizia che anche un altro progetto realizzato a Padova, che va nella stessa direzione, sta incontrando alcune difficoltà di tipo logistico, legate all’individuazione dei soggetti finali che possano beneficiare delle donazioni”.
“E’ per questo che siamo partiti cinque anni fa – continua Vecchiato – con un’idea studiata e concertata dalla A alla Z, perché sappiamo bene che la solidarietà, se non organizzata con quasi maniacale precisione, rischia la fine di quei corsi d’acqua del deserto che all’improvviso spariscono inghiottiti nel terreno e non sai più dove sono finiti”.
“E proprio perché parliamo di aiuto a chi ha meno e non può aspettare è necessario progettare con precisione tutte le fasi di iniziative del genere: più siamo meglio è, ma dobbiamo lavorare con precisione perché nulla vada disperso”.
Padova, 4 luglio 2014
