IL PRESIDENTE DELL’ASCOM CONFCOMMERCIO DI PADOVA, PATRIZIO BERTIN: “O IL GOVERNO TAGLIA LE SPESE O I CONSUMI NON RIPRENDERANNO”
L’esempio è eloquente.
“Persino chi percepisce 800 euro al mese di stipendio, e dunque non può permettersi quasi nulla, riesce, magari a malincuore ma ci riesce, a rinunciare a 10 euro se questi, ad esempio, servono per comprare un medicinale. Non esiste dunque che il governo non riesca a recuperare 10 miliardi in un bilancio di 800. Se non ce la fa vuol dire che o manca la volontà politica o i vincoli sono talmente tanti che per questo Paese non c’è speranza”.
Il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin, è duro nei confronti dell’esecutivo all’indomani della diffusione dei dati Istat relativi al secondo trimestre.
"E’ evidente – continua il presidente dell’Ascom – che l’obiettivo del +0,3% a fine anno diventa quasi impossibile soprattutto in considerazione del fatto che la nostra economia è paralizzata dalla sensibile caduta della domanda interna tanto per consumi quanto per investimenti. Quello che serve è uno shock forte al sistema produttivo”.
Un’analisi condivisa da più parti, ma evidentemente solo a parole.
“Va bene la riforma istituzionale – aggiunge Bertin – ma l’imperativo è ridurre la spesa pubblica improduttiva e, finalmente, tagliare le tasse a tutte le famiglie e a tutto il sistema produttivo. Non è possibile che esistano 33 mila aziende che fanno capo ai comuni, 1.213 società che sono scatole vuote, 2.761 società partecipate dal pubblico che hanno più amministratori che dipendenti. Inutile poi girarci attorno: un Paese che è primatista mondiale (ripeto: mondiale!) di imposizione fiscale non potrà mai risollevarsi e a poco valgono le rassicurazioni della direttrice delle Entrate, Rossella Orlandi, che promette pugno di ferro contro i grandi evasori e mano di velluto per i piccoli quando la realtà è che si persegue lo scontrino non battuto (ma che il fisco recupera negli studi di settore) ma non Diego Armando Maradona”.
La questione sembra dunque riconducibile ad una semplice contrapposizione: da un lato gli “intoccabili”, dall’altro i “tartassabili”.
“Un esempio – incalza Bertin – viene dalle Camere di Commercio che rischiano di essere cancellate proprio perché virtuose. Chi riuscirà, una volta che le stesse non ci saranno più, a mettere sul piatto, come ha fatto la Camera di Padova guidata da Fernando Zilio, 4 milioni di euro per sostenere il credito alle imprese? Probabilmente nessuno, ma questo non preoccupa. L’importante è mettere le mani sui bilanci positivi delle Camere e sul know-how da queste sviluppato magari con l’obiettivo di piazzarlo sul mercato per ricavarne qualche euro da gettare poi nel pozzo di San Patrizio della spesa pubblica”.
Il finale Bertin lo riserva agli 80 euro in busta paga.
“A parte il fatto – conclude il presidente dell’Ascom – che, ancora una volta, il mondo delle partite Iva ne è rimasto escluso, non serve che il Presidente del Consiglio se la prenda col nostro presidente nazionale, Sangalli, perché questo dice ciò che l’Istat ha certificato, ovvero che gli 80 euro non si sono trasferiti sui consumi ma sono serviti a pagare le nuove tasse locali e nazionali e le bollette energetiche fra le più alte d’Europa. Serve piuttosto tagliare. E anche se sembrerebbe che spese “aggredibili” siano nell’ordine degli 80-100 miliardi, a noi basterebbero anche quei 10 di cui dicevo all’inizio. Ma dubito che qualcosa del genere possa accadere!”.
Padova, 14 agosto 2014
