
TURISTI RUSSI SUPERSTAR: SPENDONO BEN 170 EURO AL GIORNO A TESTA, AMANO IL BEL PAESE, MA CHIEDONO INTERLOCUTORI NELLA PROPRIA LINGUA.
BERTIN (PRESIDENTE ASCOM CONFCOMMERCIO PADOVA): “NOI GIA’ ATTREZZATI ALLA BISOGNA: CORSI DI RUSSO PER I NOSTRI SOCI E GUIDE TURISTICHE IN RUSSO”
La fonte è autorevole ed è nientemeno che la Banca d’Italia: in cinque anni i turisti russi, in Italia, sono passati dai 461 mila del 2009 al milione e 88 mila nel 2013 con una spesa totale che è salita da 623 milioni a 1 miliardo e 328 milioni di euro.
Perché di una cosa possiamo essere certi, i russi spendono: ben 170 euro di media a testa quotidianamente, ben il 65% in più alla spesa media generale degli altri turisti stranieri in Italia, rappresentando così il segmento più ricco.
E che i russi stiano rappresentando un filone sul quale investire se ne sono accorti all’Ascom Confcommercio di Padova.
“I primi ad accorgersi che i turisti russi andavano coccolati – commenta il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin – sono stati i nostri colleghi di Abano Terme. In particolare il presidente mandamentale Michele Ghiraldo ha organizzato corsi di lingua russa per i soci dell’area termale euganea, ma anche le nostre guide sono oggi in grado di proporre visite guidate alla città di Padova in lingua russa”.
D’altra parte, è la stessa indagine della Banca d’Italia a “fotografare” gli aspetti più apprezzati dai russi e che, guarda caso, interfacciano perfettamente la nostra realtà locale. I “plus”, infatti, sono l’arte (9,29), l’ambiente (9,10) e il cibo (8,91).
“Purtroppo – continua Bertin - l’aspetto meno apprezzato è proprio la difficoltà ad avere informazioni adeguate ed in lingua (8,46) e mentre – dice sempre Bankitalia - il nostro Paese risulta ancora poco attrezzato, possiamo dire, con soddisfazione, che l’Ascom si è già mossa con successo su questo binario”.
Il turista russo, infatti, vuole avere qualcuno con cui parlare nella sua lingua, vuole poter accedere ad informazioni in lingua russa su dove andare, come visitare, perché spendere, quando accedere.
Purtroppo per noi e per le nostre abitudini i russi non usano Google, ma usano il loro Yandex, il leader della ricerca sul web nel mondo russofono dove però le informazioni turistiche italiane sono inversamente proporzionali all’importanza del cliente russo per l’Italia.
Anche nel mondo dei Social Media la situazione è identica: piuttosto che Facebook i russi vanno sul social russo VKontakte o magari scrivendo una sua recensione in Live Journal.
Paradossi che, per chi vuole capire il trend della comunicazione delle informazioni, possono portare enormi profitti, a patto di conoscere e rispettare le regole del turista.
“L’imperativo – conclude Bertin – è che dobbiamo muoverci su questa strada: avere una receptionist che parli la lingua russa e un traduttore non può essere solo un’eventualità. Dobbiamo inoltre provvedere a tradurre in russo tutti i cartelli informativi e cartacei in loco nonché sul web per dare tutte le informazioni necessarie, in lingua russa ed utilizzando i loro canali”.
Come dire: se il turista russo ci vuole bene e vuole spendere i suoi 170 euro al giorno nel Bel Paese, in cambio, oltre a pizza, sole, mandolino, moda ed arte, terme e cultura è doveroso fornirgli anche delle informazioni nella sua lingua.
Padova, 23 giugno 2014
