Comunicazione relativa alle vendite on-line: chiarimenti dell’Agenzia
Con Principio di Diritto 21 gennaio 2020, n. 1, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’obbligo di comunicazione da parte del soggetto passivo che facilita le vendite a distanza. Così come disposto dall’art. 13, D.L. n. 34/2019, infatti, il soggetto passivo che facilita, tramite l’uso di un’interfaccia elettronica quale un mercato virtuale, una piattaforma, un portale o mezzi analoghi, le vendite a distanza di beni importati o le vendite a distanza di beni all’interno dell’Unione europea, è tenuto a trasmettere entro il mese successivo a ciascun trimestre, determinati dati per ciascun fornitore (denominazione, dati anagrafici, numero totale unità vendute in Italia, ecc). L’Agenzia evidenzia inoltre che, in base al Provvedimento 31 luglio 2019, solamente i soggetti passivi che facilitano le vendite a distanza consentendo, tramite un’int erfaccia elettronica, un contatto tra venditore e acquirente, compresa la partecipazione (diretta o indiretta) alle attività inerenti la determinazione delle condizioni generali della cessione, la riscossione del pagamento effettuato, o l’ordine o la consegna dei beni, sono tenuti a comunicare i dati in loro possesso relativi alle vendite stesse. Infine l’Agenzia precisa che la fornitura di un programma gestionale per consentire a soggetti che effettuano le vendite a distanza la creazione e utilizzo di negozi on-line, in relazione ai quali, il fornitore del programma non abbia titolo per effettuare attività di controllo e supervisione dei beni venduti, nè di partecipare all’ordinazione, è esclusa dall’applicazione degli obblighi previsti dal citato art. 13, D.L.n. 34/2019. Indice completo SeacInfo
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Bilanci chiusi al 31 dicembre 2019: utilizzo tassonomia PCI_2018-11-04
Con Comunicato pubblicato sul proprio sito il 22 gennaio 2020, XBRL Italia ha reso noto che la tassonomia del bilancio XBRL, denominata PCI_2018-11-04, dedicata alla codifica dei bilanci d’esercizio e consolidati redatti, rispettivamente, secondo gli art. 2423 e ss., Codice Civile e secondo le disposizioni del D.Lgs. n. 127/1991 può essere utilizzata anche per i bilanci chiusi il 31 dicembre 2019 o in data successiva. In merito il Consiglio Direttivo di XBRL Italia, già nella seduta del 23 settembre 2019 aveva deliberato di non apportare modifiche, per l’esercizio 2019, alla tassonomia PCI_2018-11-04, considerate le variazioni minime e di scarso impatto che avrebbero dovuto essere implementate. Indice completo SeacInfo
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Notifica del verbale ispettivo valida anche senza comunicazione di avvenuto deposito
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione penale per il datore per violazione di norme antinfortunistiche, nonostante la sua assenza alla notifica del verbale ispettivo ed il mancato invio della Cad (Comunicazione di avvenuto deposito del plico). Con la Sentenza n. 1996 del 20 gennaio 2020, la Suprema Corte ha precisato che la mancata definizione in via amministrativa è imputabile all’imprenditore, in quanto la Cad è necessaria solo per la notifica per posta di atti giudiziari, e non anche per il verbale degli ispettori del lavoro, essendo questi organi amministrativi con funzioni di polizia giudiziaria. Indice completo SeacInfo
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No risarcimento da mobbing o demansionamento in presenza di un normale tasso di conflittualità
La Corte di Cassazione ha escluso che il mobbing o un demansionamento possano essere provati da un normale tasso di conflittualità presente in azienda. Con la Sentenza n. 1388 del 22 gennaio 2020, la Suprema Corte ha precisato che, ai fini del riconoscimento del diritto al risarcimento, è necessaria la produzione da parte del lavoratore della prova del nesso di causalità tra il suo stato di prostrazione e il comportamento vessatorio dell’azienda. Indice completo SeacInfo
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No rapporto di lavoro subordinato se farmacia gestita in assoluta autonomia
Non sussiste un rapporto di lavoro subordinato se una dottoressa dirige la farmacia in assoluta autonomia senza alcun controllo gerarchico da parte di altro socio con poteri di supremazia. È quanto ha statuito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 1396 del 22 gennaio 2020, secondo la quale per aversi rapporto di lavoro subordinato nelle società di persone è necessario che la prestazione del socio, oltre a non essere conferita dal contratto sociale, sia anche prestata sotto la direzione di altro socio superiore gerarchico. Indice completo SeacInfo
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