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29/07/2020 - Detrazione IVA nell’ambito della liquidazione IVA di gruppo: Risposta ad interpello

Detrazione IVA nell’ambito della liquidazione IVA di gruppo: Risposta ad interpello

Con Risposta ad interpello 28 luglio 2020, n. 226, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti ad una società che partecipa alla liquidazione IVA di gruppo ai sensi dell’art. 73, comma 3, D.P.R. n. 633/1972.
Secondo l’Agenzia, il credito relativo alle fatture di acquisto di una società partecipante (nel caso di specie, Beta) concorre alla liquidazione IVA di gruppo, indipendentemente dal fatto che le fatture medesime, ricevute nel 2019, siano state in parte registrate nel corso del 2020 ma entro i termini di presentazione della dichiarazione IVA, quando Beta non faceva più parte della predetta procedura.
La controllante Alfa potrà utilizzare il credito generato dalle fatture di acquisto contabilizzate dalle società partecipanti e trasferito dalle stesse alla procedura di liquidazione IVA di gruppo, qualora, nell’anno d’imposta cui la dichiarazione IVA si riferisce (nel caso in esame anno 2019), si verifichino i seguenti presupposti:

·         sussista il requisito del controllo previsto dall’articolo 2 del D.M. 13.12.1979;

·         si verifichi, in capo al cessionario/committente (nel caso di specie Beta) la duplice condizione

o    l’avvenuta esigibilità dell’imposta (sostanziale);

o    il possesso di una valida fattura (formale).

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Aggiornamento server RT entro la prima liquidazione IVA successiva alla fusione

Con Risposta ad Interpello 28 luglio 2020, n. 227, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sull’aggiornamento dei server RT delle società incorporate a seguito di un’operazione di fusione.
In particolare, per effetto della fusione l’incorporante mantiene la propria partita IVA, mentre le società incorporate si estinguono e la loro partita IVA viene cancellata.
L’aggiornamento dei server RT delle società incorporate può essere effettuato progressivamente, senza interrompere l’attività dei diversi punti vendita, purché lo stesso sia effettuato entro il termine per l’effettuazione della prima liquidazione IVA successiva all’operazione straordinaria.
Relativamente a ciascun punto vendita sarà necessario:

·         disattivare i Server RT, ossia dissociare la matricola di ciascun server RT dalla partita IVA delle società incorporate;

·         chiedere l’associazione delle matricole dei Server RT alla partita IVA della società incorporante;

·         riattivare i Server RT mediante associazione delle matricole alla partita IVA;

·         ristampare i QR Code e affiggerli alle casse collegate ai Server RT modificati.


Nel documento sono stati forniti anche chiarimenti sull’adesione alla procedura IVA di gruppo ex art. 73, comma 3, D.P.R. n. 633/1972.

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Non è sufficiente l’affiliazione al Coni per fruire delle agevolazioni per le ASD: Sentenza

L’art. 148, TUIR, dispone un’esenzione di imposta in favore delle associazioni sportive dilettantistiche che dipende da un elemento formale (la veste giuridica assunta), ma anche dall’effettivo svolgimento di attività senza scopo di lucro. L’onere probatorio deve essere soddisfatto attraverso le clausole relative al rapporto di tipo associativo presenti all’interno dello statuto dell’associazione, e non solo tramite la semplice affiliazione della associazione stessa al Coni.
Tali principi sono stati espressi dalla Corte di Cassazione, Ordinanza 9 giugno 2020, n. 10980, avente ad oggetto la gestione di un bar-ristoro da parte di un’associazione sportiva dilettantistica in uno stadio comunale.
I giudici hanno inoltre osservato che detta attività può essere qualificata come "non commerciale" ai fini dichiarativi solo qualora la medesima sia strumentale rispetto ai f ini istituzionali dell’ente e sia svolta esclusivamente in favore degli associati.

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No alla responsabilità in solido se ditta e srl mancano di continuità aziendale

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 15977 del 27 luglio 2020, ha chiarito che la ditta individuale e la società condannati a versare al lavoratore i crediti dovuti, non sono responsabili in solido quando il dipendente faccia due distinti ricorsi e manchi di prospettare un’ipotesi di trasferimento d’azienda.
Infatti, aggiunge la Corte, le due azioni sono dirette a due soggetti dotati di autonoma soggettività, pertanto, il fatto che vi sia una connessione fra le due cause (parzialmente oggettiva e soggettiva) non rileva ai fini della responsabilità solidale.

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Non è richiesto l’accordo sindacale per la concessione dell’assegno ordinario con causale COVID-19

Facendo seguito a quanto già chiarito nella Circolare n. 84/2020, l’INPS, con il Messaggio n. 2981 del 28 luglio 2020, ha ribadito che all’assegno ordinario con causale COVID-19, erogato dal Fondo di integrazione salariale, si applica la normativa in materia di Cassa integrazione ordinaria e per la concessione del trattamento non è necessario l’accordo sindacale.
Il suddetto accordo è richiesto solo per i Fondi di solidarietà bilaterali i cui regolamenti prevedono il previo espletamento delle procedure sindacali, con obbligo di accordo aziendale.

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INAIL: istruzioni rimborso 60% per reinserimento di persone con disabilità da lavoro

L’INAIL, con la Nota n. 1009 del 22 luglio 2020, ha fornito istruzioni operative in merito al rimborso del 60% della retribuzione al datore di lavoro che, con progetto apposito, realizzi interventi di reinserimento senza i quali il lavoratore non più in stato di inabilità temporanea assoluta non può riprendere l’attività lavorativa.
Le suddette istruzioni riguardano, in particolare:

·         i periodi presi in considerazione per il calcolo e l’erogazione dei rimborsi;

·         le informazioni da indicare nella trasmissione della busta paga.

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