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BERTIN: "I GIGANTI DEL WEB PAGANO TASSE RIDICOLE"

TASSE RIDICOLE AI GIGANTI DEL WEB: 16,4% CONTRO IL 48% CHE GRAVA SULLE IMPRESE.
BERTIN (ASCOM CONFCOMMERCIO PADOVA): "COSTRINGERLI A PAGARE O LO STATO NON AVRA' PIU' RISORSE PER LA SANITA', I TRASPORTI, ECC."

E’ sempre stata una sua battaglia. L’ultimo intervento, in tal senso, è solo di qualche settimana fa e fu in quell’occasione che da Amazon si sentirono in dovere di rispondergli.
“Per confermare esattamente ciò che sostenevo, ovvero che pagano tasse ridicole e che le loro assunzioni sono un piccolo segno "più" nell'oceano di segni "meno" che Amazon finisce per determinare nel tessuto delle piccole imprese e nei negozi di vicinato".
Ma Patrizio Bertin, presidente di Ascom Confcommercio Padova, aveva anche puntato il dito contro le imprese che danno lavoro (si fa per dire) ai "rider" denunciando apertamente uno sfruttamento che adesso, almeno per quanto riguarda Uber, è stato confermato anche dalla magistratura.
Ora, a "certificare" che lo strapotere di Amazon, così come quello di Facebook, di Microsoft, di Google, ecc., è determinato anche da una tassazione che lascia all'Italia solo le briciole, ci sono i numeri enucleati dall'Area Studi di Mediobanca che ha analizzato i bilanci dei 25 giganti del cosiddetto WEbSoft, mettendo in luce la sproporzione tra giro d'affari e contribuzione.
"Si parla di 46 miliardi nell'ultimo quinquennio - sottolinea Bertin - risparmiati da questi colossi che si "basano" su Paesi a fiscalità agevolata, che fanno fatturati stellari (3,3 miliardi nel 2019) e che, causa pandemia, hanno addirittura accelerato".
In valore assoluto una sorta di doppia manovra in tempi normali, con un doppio risultato negativo: cancellazione di migliaia di posti di lavoro nei negozi e tasse che non arrivano nelle casse dello Stato.
"Questo significa - puntualizza il presidente - che non ci sono i soldi per la sanità, per i trasporti, per le mille esigenze di un Paese in chiara difficoltà per la pandemia e che troverebbe nella tassazione delle imprese, peraltro altissima, oltre il 48%, una fonte di risorse importante a fronte del 16,4% "gentilmente concesso” dai signori del web".
Urge dunque mettere mano ad una legislazione che evidentemente fa acqua da tutte le parti.
"In questi giorni - conclude Bertin - l'Agenzia delle Entrate, in piena seconda ondata di Covid, sta cominciando a mandare cartelle esattoriali a 9 milioni di cittadini, confermando un vecchio adagio che vuole lo Stato "forte con i deboli e deboli con i forti!"

PADOVA 16 OTTOBRE 2020