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PATRIZIO BERTIN LANCIA L'APPELLO #SOTTOCASAMICONVIENE PER CONTRASTARE L'ECOMMERCE

IN FRANCIA INTELLETTUALI, POLITICI, SINDACI SOTTOSCRIVONO L'APPELLO #NOELSANSAMAZON PER CONTRASTARE IL DILAGARE DELL’E-COMMERCE.
BERTIN: "SPERO CHE ANCHE DA NOI SUCCEDA LA STESSA COSA".
E LANCIA #SOTTOCASAMICONVIENE

Sarà che la Francia, in quanto a rivoluzioni, ha una certa esperienza, però questa azione, seppur non cruenta, ha tutte le carte in regola per apparire tale.
Intendiamo parlare dell'iniziativa #NoëlSansAmazon, Natale senza Amazon, in cui i sottoscrittori transalpini invitano a non usare la piattaforma di Jeff Bezos per comprare i regali privilegiando invece i negozi locali. 
"Ma ciò che più sorprende - commenta Patrizio Bertin, presidente dell'Ascom Confcommercio di Padova e di Confcommercio Veneto - è che a differenza, ad esempio, del prof. Massimo Galli che qui da noi ha invitato a comprare su internet i regali di Natale (un invito che mi è sembrato doveroso stigmatizzare), in Francia la petizione è stata sposata dagli intellettuali e comprende personalità del mondo della cultura, politici, sindaci di grandi città come Anne Hidalgo, primo cittadino di Parigi, Eric Piolle sindaco di Grenoble o Léonore Moncond'huy sindaco di Poitiers, oltre a diverse associazioni".
Nel documento i firmatari esprimono forti preoccupazioni per le conseguenze fiscali, economiche, occupazionali ed ambientali connesse al dilagare dell’e-commerce. 
"Anche in Francia - continua Bertin - come è avvenuto qui da noi quando sono intervenuto per sottolineare come Amazon "dreni" migliaia di posti di lavoro, l'azienda ha replicato ricordando di aver creato oltre 9mila posti di lavoro oltralpe. A chi, come me, faceva presente che quasi mai le assunzioni superano il migliaio di unità anche quando viene aperto un nuovo polo logistico, l'azienda di Seattle ha risposto che a Rovigo le assunzioni hanno riguardato 900 persone: esattamente ciò che avevo sostenuto e che i francesi stimano in un rapporto 1/2,6, ovvero per ogni posto in Amazon se ne perdono 2,6 nelle imprese locali".
Posti peraltro fluttuanti, se è vero che a Rovigo dopo una decina di giorni più di qualcuno aveva gettato la spugna vuoi perchè non riusciva a trovare un alloggio ma vuoi anche perchè il lavoro negli hub di Amazon non è esattamente quello propostoci dagli spot dove i lavoratori sono felici e gli ambienti non conoscono stress.
"Niente di tutto questo è vero - continua Bertin - come non c'è niente di vero quando, a sua difesa, Amazon sostiene di pagare regolarmente le tasse. In Italia come in Francia la questione fiscale è della massima attualità considerato che l'azienda di Bezos, al pari di altri big tech riesce a spostare, grazie ad operazioni infragruppo, gran parte dei suoi profitti nei Paesi con tasse bassissime o inesistenti. Al contrario i costi vengono dirottati nei Paesi dove è possibile ottenere i maggiori benefici fiscali. In questo modo tali società sono riuscite per anni a non pagare un solo dollaro di tasse negli Usa o a versare al fisco dei Paesi Europei le briciole. E' un sistema che non può durare pena il disastro non solo dei negozi ma soprattutto delle casse del nostro Stato".
A questa situazione, già di per se stessa preoccupante, si è sovrapposta la pandemia che ha fatto schizzare gli ordinativi su Amazon di qualcosa come il 40%.
"Per questo - trae le conclusioni il presidente dei commercianti - da un lato sosteniamo l'azione dell'Antitrust europeo che ha da poco annunciato l’avvio di un’indagine per comportamenti concorrenziali scorretti dell’azienda di Jeff Bezos reclamando, al tempo stesso, una tassazione nei confronti dei big tech che possa definirsi tale, ma prima ancora ci chiediamo se anche qui da noi esista un gruppo di intellettuali, di politici, di professori universitari e di quante altre possibili categorie in grado di sottoscrivere un documento come quello redatto dai pari grado in Francia".
In attesa di conoscere la risposta e di ricevere la disponibilità di personalità di tutti i settori che si spera digitino #sottocasamiconviene, all'Ascom, dove hanno creato l'hashtag, insistono: comprate fin da adesso nei negozi di vicinato.
"Ne va del futuro di migliaia di piccole imprese, di lavoratori e di professionisti che se spengono le luci delle loro vetrine e dei loro uffici lasciano le città in preda al degrado".

PADOVA 20 NOVEMBRE 2020