
SALDI: DISAPPUNTO DELL'ASCOM CONFCOMMERCIO PER IL VENETO IN FASCIA GIALLA SOLO DA LUNEDI'
“A pensar male …”.
Adotta la celebre frase andreottiana, Patrizio Bertin, presidente di Ascom Confcommercio Padova, per celare (ma poi mica tanto) il disappunto per l'ingresso del Veneto in “zona gialla” a partire da lunedì 1° febbraio.
“Onestamente – ammette – ci avevamo sperato: non dico ad una zona gialla già operativa da sabato 30 in corrispondenza con l'avvio dei saldi, ma da domenica 31 gennaio, questo sì. Invece, forse proprio perchè in regioni come il Veneto, l'Emilia-Romagna, la Toscana e la Liguria scattavano i saldi, il “via libera” domenicale che per altre regioni era stato decretato la scorsa settimana, in questa non vale più. Peccato, perchè l'apertura domenicale dei bar e dei ristoranti fino alle 18 avrebbe consentito anche ai negozi di usufruire di una circolazione delle persone che avrebbe avuto il pregio di dare un po' di fiducia ad imprese ferme da settimane e praticamente chiuse da un intero anno”.
E pensare che, nelle ore precedenti il provvedimento del Ministero della Salute, molti negozi si erano attrezzati per rispondere al meglio, già nella giornata di domenica, all'auspicata riapertura nonostante i saldi di quest'anno siano del tutto diversi rispetto a quelli degli inverni precedenti.
“Diciamo che le vendite promozionali, consentite espressamente per dare un po' di ossigeno alle nostre imprese – spiega Riccardo Capitanio, presidente di Federmoda Ascom Confcommercio Padova – di fatto hanno già avviato i saldi da settimane. Al saldo in quanto tale rimaneva l'effetto promozionale che, fosse stata domenica la data di ingresso del Veneto in fascia gialla, avrebbe sicuramente avuto un effetto molto più positivo”.
Ma tant'è: agli “stop & go” commercianti, baristi, albergatori, ristoratori, si sono dovuti adeguare ormai da un anno intero e ogni volta è stato un sovraccarico di adeguamenti e di costi quasi mai riconosciuti, soprattutto a livello di indennizzi. Nonostante questo si è lavorato per valorizzare al massimo anche i saldi che, ovviamente, hanno portato gente nelle piazze e nelle vie dello shopping, anche se in misura ridotta rispetto al passato.
“Raffronti col pregresso – conferma Capitanio – sono impossibili da farsi. Se proprio vogliamo fare un confronto sulla medesima settimana del 2021 rispetto al 2020, direi che siamo sugli stessi livelli, ma oggi siamo in avvio e un anno fa eravamo in saldo già da un mese. Di sicuro ci portiamo dietro un deficit pesante, nell'ordine del 40% per i negozi presenti nei centri cittadini e addirittura del 70% per quelli inseriti all'interno dei centri commerciali”.
Resta un'amarezza di fondo per ciò che la domenica “in giallo” avrebbe potuto rappresentare e che invece non è stata.
“A pensar male ...”
Padova, 30 gennaio 2021
