Home

"SVEGLIA ITALIA": IL PRESIDENTE BERTIN CHIEDE I VACCINI SUBITO


“SVEGLIA ITALIA”: IL PRESIDENTE DELL’ASCOM CONFCOMMERCIO DI PADOVA, PATRIZIO BERTIN, CHIEDE DI ARRIVARE ALLA VACCINAZIONE DI MASSA QUANTO PRIMA, “COSTI QUEL CHE COSTI”

“Abbiamo conosciuto il “Salva Italia” e il “Cura Italia”, ma adesso ciò che serve è lo “Sveglia Italia” perché non abbiamo più tempo da perdere”.
Patrizio Bertin, presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova rompe gli indugi e si schiera apertamente per una vaccinazione di massa “costi quel che costi”.
“Dopo un anno di chiusure totali o parziali – continua il presidente – cittadini e imprese sono allo stremo. E a fronte di un dramma sociale dalle conseguenze imprevedibili, continuiamo ad assistere al fallimento delle politiche dell’Unione Europea che – adesso è chiaro a tutti – non solo non ha saputo imporsi nei confronti dei “big farma” che decidono quando e come consegnare i vaccini, ma denuncia tutta la propria inconsistenza “autorizzando”, di fatto, Austria e Danimarca (che hanno tutte le ragioni), a rompere il fronte comune e a rivolgersi ad Israele”.
Bertin fa un discorso di semplice economia.
“Anche un alunno delle elementari – continua – sa che, in determinate situazioni, non si può “tirare sul prezzo”. Eppure l’Ue ha fatto questo col risultato che, per non pagare i vaccini quanto li hanno pagati Regno Unito e Israele, ora siamo qui a subire conseguenze sociali di proporzioni mai viste e conseguenze economiche che significano, per il nostro Paese, quasi 9 punti di Pil”.
Sbagliato, nel giudizio del presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, anche non aver lasciato che il governatore Luca Zaia ed altri suoi colleghi potessero approvvigionarsi di vaccini sul mercato.
“Un ostracismo ideologico che in un Paese normale sarebbe stato subito accantonato, da noi è riuscito a bloccare un tentativo che, con tutte le accortezze del caso, era logico e lecito proseguire. In questo ci siamo persino fatti superare dal piccolo ma evidentemente efficiente San Marino che non ha avuto remore a vaccinare la propria popolazione rivolgendosi al vaccino russo che, forse, solo adesso l’Ema deciderà di approvare”.
Bertin è un fiume in piena.
“Per quanto ci riguarda – annuncia – siamo in grado di mettere a disposizione le nostre sedi associative e, dove possibile per dimensione, anche i negozi. Il presidente Draghi, come ha dimostrato chiudendo l’esperienza Arcuri ed affidando all’esercito e alla Protezione Civile la gestione logistica della campagna vaccinale, prema sull’acceleratore del cambio di passo. Archivi senza tante remore la stagione dei banchi a rotelle, delle “primule”, delle lotterie degli scontrini, dei monopattini, dei cashback e investa sui vaccini perché non possiamo permetterci di raggiungere l’”immunità di gregge” solo nel 2023 (cosa che accadrà se andiamo avanti di questo passo) mentre già dall’inizio di questo mese la Grecia sta offrendo al turismo mondiale le isole “covid free”. E noi? Cosa stiamo offrendo al nostro turismo, quello dei 65 milioni di visitatori stranieri, dei 127 milioni di arrivi complessivi e dei 434 milioni di presenze?”
“Il ministro Giorgetti – conclude Bertin – ha convocato Farmindustria con l’obiettivo di produrre i vaccini in Italia, operazione che richiederà un arco temporale di 4/8 mesi. Però sono almeno due mesi che la “nostra” Fidia sta sostenendo di essere in grado di farlo. Perché abbiamo perso così tanto tempo? Per questo ribadisco: “Sveglia Italia”, il governo metta a punto il sistema e poi, grazie ai vaccini, ci riconsegni una vita quasi normale. Magari ancora con mascherine, lavaggio delle mani e distanziamento, ma pur sempre “vita”, ciò che oggi non è possibile né per i cittadini né per le imprese che non possono certamente resistere oltre l’inizio dell’estate”.

PADOVA 4 MARZO 2021