LE SPESE OBBLIGATE (AFFITTI, ACQUA, LUCE, GAS, RIFIUTI, ECC.) RIDUCONO SEMPRE DI PIU' LA POSSIBILITA' DELLE FAMIGLIE DI SPENDERE PER BENI E SERVIZI COMMERCIALIZZABILI.
BERTIN (ASCOM CONFCOMMERCIO DI PADOVA): "NON È UN BENE PER I CONSUMI"
L'analisi dell'Ufficio Studi di Confcommercio "fotografa" la situazione nazionale, ma lo "scatto" è sovrapponibile alla situazione locale e dice, in estrema sintesi, che le spese obbligate (soprattutto quelle che riguardano la casa come affitti e bollette), lasciano poco spazio ad altre scelte da parte delle famiglie.
Peraltro il confronto che Confcommercio fa con i dati del 1995 è quantomeno imbarazzante: in quell'anno (ed è passato più di un quarto di secolo!) le spese obbligate, che nel 2020 hanno rappresentato il 43,3% delle spese delle famiglie, erano al 36,6% per cui lasciavano spazio sia ai beni commercializzabili (46,1%) che ai servizi commercializzabili (17,3%). L'anno scorso, per contro, i primi hanno raggiunto a malapena il 41,1% e i secondi il 15,6%.
"Nei giorni scorsi - commenta il presidente dell'Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin - si è tornati a parlare, sempre con molta enfasi come puntualmente avviene ad ogni estate, dell'aumento del prezzo del caffè al bar che, in qualche caso, ha subito un ritocco di 10 centesimi. In contemporanea, ma nell'assoluto silenzio, Poste Italiane ha "ritoccato" il costo dei bollettini di ben 30 centesimi (adesso è a quota 1,80 euro) e anche il medesimo servizio che le tabaccherie offrono grazie a banche e/o similari, ha visto lievitare, non certo per colpa dei tabaccai, il costo da 2 a 2,50 euro. Però, al di là del costo dei bollettini, sono i valori espressi in quei bollettini e relativi ad acqua, luce, gas, affitti, assicurazioni auto, ecc., che riducono sempre di più il margine della discrezionalità delle famiglie".
A dimostrazione che il Covid 19 ha avuto riflessi negativi "Purtroppo - continua Bertin - sono le spese legate all’abitazione ad incidere maggiormente arrivando a “mangiarsi”, tra affitti, manutenzioni, bollette, e smaltimento rifiuti, una cifra che Confcommercio fissa in 4.074 euro, la cifra più alta mai raggiunta dal 1995". All’interno dei consumi commercializzabili invece (9.741 euro pro capite nel 2021) la componente principale è rappresentata dai beni con una quota sul totale consumi pari al 40,3% (in lieve riduzione rispetto al 41,1% del 2020), mentre recuperano i servizi passando dal 15,6% del 2020 al 16,9%, stessa quota di spesa destinata agli alimentari".
Nell'insieme delle spese obbligate un ruolo preponderante è svolto da quelle relative all’abitazione a cui vengono destinati tra affitti, manutenzione, energia, acqua, smaltimento rifiuti, oltre 4.000 euro a persona, vale a dire oltre un quarto del totale consumi. Nel 1995, in termini pro capite, a questa funzione veniva destinato il 18% dei consumi.
"Insomma - commenta il presidente dell'Ascom Confcommercio di Padova - in tasca delle famiglie resta sempre meno per acquistare beni e servizi che non siano dettati e questo non è certamente un bene per i consumi".
Altro capitolo importante sono le spese obbligate legate alla mobilità (assicurazioni, carburanti e manutenzione dei mezzi di trasporto). Dopo la decisa riduzione registrata nel 2020 con spostamenti da casa al lavoro quasi azzerati e viaggi praticamente annullati, nel 2021, sia in termini di volumi che d’incidenza, ci si attende un rialzo come è probabile che un rialzo avvenga nell'area destinata alle spese per la salute.
"In questi mesi - conclude Bertin - il Covid 19 ha indotto anche chi ne aveva oggettivamente bisogno a rinviare le cure mediche. Un problema che, al momento, con la pandemia non ancora sconfitta e con la campagna vaccinale in corso, rimane sullo sfondo ma che tornerà ad essere centrale".
Padova, 19 agosto 2021
