Patrizio Bertin (Ascom Confcommercio): “Approfittare dei riflettori accesi dal Censis per pensare il grande puntando su azioni coordinate Università - Politica - Economia"
Padova prima Università in Italia.
La notizia della classifica del Censis sugli atenei italiani viene salutata con grande soddisfazione dall’Ascom.
“Innanzitutto un plauso va senz’altro alla rettrice Daniela Mapelli - commenta il presidente della Confcommercio padovana, Patrizio Bertin - perchè ha saputo imprimere, con la sua squadra, un “ritmo” che ha toccato praticamente tutti i punti valutati dal Censis: strutture disponibili (e aggiungerei in costruzione e progettate), servizi erogati, livello di internazionalizzazione, occupabilità degli studenti una volta laureati, ecc. Adesso però va colta l’occasione di un indubbio successo per legare ancora di più l’Università al tessuto economico e sociale che la esprime”.
Bertin non ha mai fatto mistero, in tutti questi anni, di guardare al Bo e ai suoi studenti come un fattore essenziale della vita cittadina.
“Ancora in questi giorni - continua il presidente - abbiamo sostenuto la necessità di evitare che la città, col proliferare degli affitti brevi, finisca per espellere i residenti e, con i residenti, oltre ai lavoratori, agli appartenenti alle forze dell’ordine, anche gli studenti che, se non possono trovare un alloggio, dovranno per forza rivolgersi ad altri lidi. Al tempo stesso bisogna fare ogni sforzo perché poi possano restare e contribuire così allo sviluppo della nostra economia”.
Obbligatorio dunque non cullarsi sugli allori.
“L’idea - prosegue il presidente dell’Ascom Confcommercio - deve essere quella di approfittare del primato per consolidarlo. E per consolidarlo c’è bisogno di programmazione. L’Università sa fare benissimo le proprie scelte ma devono essere scelte in qualche misura condivise con la politica e con l’economia. In questo senso abbiamo una chance formidabile: approfittare dei riflettori che il Censis ha proiettato sul nostro Ateneo per pensare in grande. D’altra parte non possiamo fare altrimenti: il futuro polo sanitario di Padova Est, che giocoforza sarà un polo d’eccellenza, ha l’imprinting universitario e sarà un volano di sviluppo per l’intero territorio. E dunque deve poter contare sulle scelte della politica e sul coordinamento con le categorie economiche. In questo senso noi ci siamo”.
PADOVA 24 LUGLIO 2024
