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SONO 8.890 LE OPPORTUNITA' DI LAVORO IN PROVINCIA DI PADOVA CHE DIVENTANO 24.310 PER IL TRIMESTRE GENNAIO - MARZO 2026


Patrizio Bertin (Confcommercio Padova): "Il nostro comparto quello che richiede più manodopera, ma facciamo fatica ad assumere"

Si confermano piuttosto vivaci le opportunità di lavoro in provincia di Padova. Parliamo infatti di qualcosa come 8.890 opportunità per il solo mese di gennaio che diventano 24.310 se guardiamo al trimestre gennaio - marzo 2026.
I dati, come di consueto, sono quelli messi a disposizione da  Unioncamere - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior che, in tutto il Paese, intervista periodicamente dal 2017 oltre centomila imprese con dipendenti sia del settore industriale che dei servizi e offre un quadro delle possibilità nei diversi comparti.

Per Padova non mancano le conferme: è il terziario che alimenta l'occupazione in un contesto di 24.240 imprese con dipendenti che occupano un complessivo di 271.840 lavoratori, imprese che per il 17,5% prevedono entrate.
"Il comparto del terziario - commenta il presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin – si conferma  come il settore di gran lunga maggioritario nell’offerta lavorativa. Anche nel periodo analizzato, seppur in diminuzione rispetto al trimestre precedente influenzato dal periodo natalizio (si attestavano al 64,7% le entrate previste) il comparto dei servizi rimane sopra il 60% col commercio che copre il 17,5%, il turismo il 13,6% e i servizi il 32,1%. Non solo: sono le piccole e piccolissime imprese, quelle “under 15 dipendenti” che rappresentano la struttura portante della nostra economia”.

La statistica non rileva esattamente le "under 15", ma se consideriamo che tra 1 e 9 dipendenti il tasso di imprese che prevedono entrate è del 33,9%, è facile pronosticare in un buon 40% il tasso di assorbimento della classe dimensionale 1-15.
“Il terziario - continua Bertin - si conferma come il settore che richiede più manodopera ed è evidente che è il terziario di mercato, ovvero quello che comprende commercio, turismo e servizi, quello che offre maggiori opportunità".

Uno sguardo ai valori degli altri comparti, vede un settore industria in aumento (36,5%) e un'agricoltura che conferma il suo 2,8% rispetto al trimestre precedente.
“Sono dati che dovrebbero indurci non dico all'entusiasmo ma comunque alla soddisfazione - continua il presidente di Confcommercio Padova - ma la verità è che i posti che vengono individuati dalla ricerca, e dove gli addetti al commercio sono il 28,2%, sono per buona parte destinati ad andare deserti. E' una lunga sequenza di trimestri che facciamo fatica ad assumere e questo ci costringe ad affrontare il quotidiano con grandi difficoltà ma soprattutto ci impedisce di programmare il futuro e mentre le imprese di maggiori dimensioni possono disporre di altri strumenti, quelle familiari o poco più, dopo aver esperito qualche tentativo, o riducono la propria azione o, addirittura, rinunciano a proseguire e chiudono".

“Non vi è dubbio – conclude Bertin – che la questione demografica imponga decisioni politiche improcrastinabili, ad esempio verso un sostegno più robusto alle famiglie e verso un'immigrazione governata. La legge di bilancio per il 2026 ha rafforzato il bonus mamme che passa da 40 a 60 euro a favore delle lavoratrici con almeno due figli e un reddito fino a 40mila euro, potenziando, nel contempo, anche il congedo parentale e il congedo per malattia dei figli minori. Iniziative lodevoli ma temo ancora troppo deboli per invertire la tendenza per cui sarà sempre più difficile trovare lavoratori. Senza contare che un deficit di "vocazioni imprenditoriali", complice anche un'infelice narrazione che accompagna l’impresa, limiti lo sviluppo del Paese e, soprattutto, del nostro territorio, fino al 2025 "locomotiva d'Italia" ma forse, dall'anno in corso, non più".

PADOVA 14 GENNAIO 2026