
In alternativa un contributo per la manutenzione conservativa o un pacchetto integrato di misure anche non finanziarie (premialità nei bandi, visibilità, promozione)
Qualche comune veneto l’ha già fatto, per cui si può.
Si può abbassare l’IMU, rispetto all’aliquota normale, per gli immobili rientranti nella categorie catastali C/1, C/3, D/1 e D/2 purchè siano inseriti nell’elenco regionale dei negozi storici del commercio, le cosiddette “botteghe storiche”.
E’ questo l’aspetto più rilevante, ma non l’unico, della proposta che Confcommercio Padova ha sottoposto ai 101 sindaci della provincia euganea e che mira a valorizzare e sostenere i “luoghi storici del commercio” presenti nei diversi territori comunali.
“Siamo partiti da un semplice assunto – ha detto il presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin – ovvero che tali attività rappresentano un patrimonio economico, culturale e identitario dei singoli luoghi, contribuiscono alla vitalità dei quartieri e anche delle frazioni, alla qualità dell’offerta commerciale e all’attrattività in senso ampio, oltre a svolgere una funzione insostituibile di presidio sociale e urbano, in particolare nei contesti dei centri cittadini e delle aree a maggiore fragilità commerciale”.
Ai sindaci viene dunque richiesto di partire da questo per valutare l’introduzione di misure comunali dedicate, compatibili con il quadro normativo vigente e con gli equilibri di bilancio, che possano riconoscere e sostenere concretamente il valore di queste realtà.
In particolare, Confcommercio Padova ha sottopostot tre possibili opzioni di intervento, anche alternative tra loro.
Innanzitutto: un’aliquota IMU agevolata per specifiche fattispecie di immobili, in particolare per quelli classificati in categoria catastale C/1, C/3, D/1 e D/2 e utilizzati per attività di commercio al dettaglio riconosciute come luoghi storici del commercio.
In alternativa, un contributo comunale dedicato alle attività riconosciute come luoghi storici, indipendentemente dalla titolarità dell’immobile, finalizzato a sostenere i maggiori costi di gestione, la manutenzione conservativa e le iniziative di valorizzazione coerenti con il loro valore storico e identitario.
Infine, un pacchetto integrato di misure, che affianchi a un’eventuale agevolazione IMU anche strumenti contributivi e azioni di valorizzazione non finanziaria (premialità nei bandi comunali, visibilità istituzionale, inserimento in percorsi di promozione urbana e turistica).
“Riteniamo – conclude Bertin nella sua lettera - che un intervento in questa direzione possa rappresentare un segnale concreto di attenzione dell’Amministrazione comunale verso il commercio di prossimità di qualità, rafforzando il legame tra identità urbana, sviluppo economico e coesione sociale”.
Come risponderanno i singoli Comuni?
“Speriamo bene – commentano nella sede di Confcommercio Padova -. Noi ovviamente siamo a disposizione per qualsiasi aspetto tecnico e per collaborare alla definizione puntuale della soluzione più idonea, anche attraverso un confronto con gli uffici comunali competenti”.
PADOVA 15 GENNAIO 2026
