Patrizio Bertin (Confcommercio): "L'assenza di una legge nazionale sugli affitti brevi mette in difficoltà chi a Padova vorrebbe viverci e lavorarci"
E poi c'è la preoccupazione per gli alloggi destinati alla ricettività abusiva
Il primo approccio è senz'altro positivo.
"Bene il turismo a Padova, bene l'assessore Colasio".
Poi però Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Padova, scende più nell'analisi dei dati diffusi dall'assessore e corregge un po' il tiro.
"L'ottimo lavoro fatto dall'assessore è fuori di dubbio - commenta il presidente - vuoi per essere stato uno degli artefici di Urbs Picta, vuoi per il costante apporto di novità, ultima delle quali la Torre degli Anziani riaperta al pubblico dopo secoli e con l'interessante prospettiva dell'apertura del Castello Carrarese. Diamo pertanto atto che questo lavoro ha fatto registrare quell'aumento dei numeri che si è trasferito nelle presenze negli alberghi, soprattutto di quelli a 3 e 4 stelle. Tutto sommato è positivo anche il dato sulle locazioni turistiche extralberghiere (+17,8%) che, evidentemente, sopperiscono ad una carenza di ricettività ma che però presentano anche non pochi problemi".
E qui l'analisi di Bertin diventa meno positiva.
"L'ho detto più volte: assolutamente legittimo che i proprietari degli immobili scelgano come meglio far fruttare il loro investimento, però c'è anche una città che deve vivere e se tanti, troppi appartamenti diventano affitti brevi, è chiaro che non c'è più posto per le famiglie di chi a Padova vorrebbe viverci e lavorare. E, a cascata, chiudono pure i negozi".
Il tema non è nuovo e lo stesso assessore ne ha fatto riferimento, mettendo in evidenza come l'assenza di una legge nazionale che regoli gli affitti brevi sia, di fatto, un impedimento a trovare soluzioni efficaci. Concetto più volte ribadito, a tutti i livelli, da Confcommercio.
"Personalmente - continua Bertin - non sarei contrario ad un innalzamento della tassa di soggiorno nei confronti degli affitti brevi. Non sarà questo un deterrente, come dice Colasio, ma comunque porterebbe soldi nelle casse comunali da destinare ulteriormente al turismo. Su questo, comunque, non mi straccerei le vesti. Piuttosto mi concentrerei su un altro aspetto dell'extralberghiero".
Il presidente di Confcommercio Padova ha letto i numeri forniti dall'assessore ed è rimasto sorpreso nel non vedere mai citata, tra le provenienze estere, la Cina.
"Strano - osserva Bertin - perchè di cinesi coi trolley al seguito ne vedo molti in città per cui mi domando: questi dove alloggiano? Chiaro che la mia è una domanda retorica perchè non è raro che le forze dell'ordine, che ringraziamo per l'attività di contrasto, scovino alloggi destinati ad un uso abusivo della ricettività. Con tutti i problemi che questi alloggi non meglio identificati possono causare: dalla "veniale" attività di ospitalità turistica (ma anche qui, sul "veniale" ci sarebbe da discutere visto che si tratta comunque di attività illecita che sottrae risorse all'economia trasparente), al più problematico scenario che vede presenze dubbie di qualsiasi nazionalità, italiana compresa, sfruttare, con ogni probabilità, queste attività "fantasma" per essere presenti in città con fini non proprio esenti da preoccupazioni visti i furti nelle case e le spaccate nei negozi".
PADOVA 28 GENNAIO 2026
