
Patrizio Bertin (Confcommercio Padova): “Anche Padova potrebbe fare qualcosa di analogo per cercare di superare la difficoltà di trovare un alloggio in affitto”
“Siamo o no la “Milano del Veneto”? E allora facciamo come Milano e diamo una mano ai giovani lavoratori”.
Il presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin, con un pizzico di autoironia, rispolvera un vecchio slogan (andato in disuso) per affrontare un problema molto concreto: la difficoltà di reperire alloggi in affitto da parte di giovani lavoratori. Difficoltà comune un po’ a tutte le città e alla quale Milano sta cercando di offrire una possibile, seppur parziale, soluzione.
Il Comune meneghino infatti torna a proporre anche per quest’anno il progetto “Sostegno affitto per giovani lavoratori", offrendo contributi fino a 2.400 euro per under 35 residenti a Milano da almeno 6 mesi (nella casa per cui si richiede il bonus), purchè non abbiano un ISEE superiore a 26.000 euro e la sede di lavoro sia Milano stessa.
“L’idea non mi sembra malvagia – continua Bertin – ed é per questo che mi sento di proporla anche al Comune di Padova. Quando le idee sono buone non bisogna avere remore nel copiarle e, per quanto parziale, questa di Milano mi sembra una buona idea”.
Che Padova abbia un problema di penuria di alloggi in affitto, non è certo un mistero. Ne hanno parlato più volte lo stesso Bertin e la presidente degli agenti immobiliari della Fimaa Confcommercio Padova, Silvia Dell’Uomo, lamentando come la penuria di alloggi in affitto finisca per ricadere sulle imprese in difficoltà nel reperire personale.
“E’un po’ il gatto che si morde la coda: – continua il presidente – chi vorrebbe poter lavorare nelle nostre imprese fa fatica a trovare un alloggio e senza alloggio non può accettare il lavoro. Negli ultimi tempi, molti alloggi sono diventati affitti brevi e questo ha contribuito a ridurre drasticamente l’offerta di alloggi. Magari un contributo dato ai lavoratori potrebbe convincere i proprietari a rimettere sul mercato “normale” quello che adesso sembra un esodo verso l’affitto breve”.
“Semmai – conclude Bertin – se il Comune di Padova avesse intenzione di valutare la proposta, direi che si potrebbe ampliare la platea estendendola anche a lavoratori over 35. Non di rado a rispondere alle nostre pressanti richieste di collaboratori, si presentano persone non più giovanissime. In ogni caso noi siamo pronti a discuterne e a valutare la proposta se Palazzo Moroni vorrà valutarla”.
PADOVA 31 GENNAIO 2026
