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I DATI DELLA CAMERA DI COMMERCIO CONFERMANO L’ASSOLUTA CENTRALITA’ DEL TERZIARIO DI MERCATO

Patrizio Bertin (confcommercio Padova): “Però non possiamo rimanere inerti di fronte alla contrazione del commercio di vicinato”

Terziario di mercato maggioritario.
“E ovviamente questa non è una sorpresa” sottolinea Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Padova commentando i dati diffusi dalla Camera di Commercio che ha tracciato una mappa delle imprese padovane.
“Però va sottolineato come il comparto dei servizi sia “largamente” maggioritario a conferma che il settore che la nostra associazione rappresenta costituisce l’ossatura dell’economia, sia in termini di numeri di imprese che, soprattutto, di occupazione”.

In effetti se il commercio, con le sue 26.100 imprese, “pesa” per il 24,5% del totale, i servizi con 41.700 unità costituiscono il 39,2%.
“Siamo nell’ordine di due imprese su tre – continua Bertin – ma con significativi spostamenti che meritano attenzione”.
Chiaro il riferimento alle imprese del commercio che flettono (-1.460) e a quelle dei servizi che, per contro, crescono (+2.200).

“Se la città e, più in generale, il territorio dimostrano di saper intercettare la spinta innovativa che arriva dai servizi, ciò nonostante non deve passare in secondo piano la preoccupazione per il commercio che si contrae”.
E qui Bertin torna a ribadire la necessità di strumenti ed azioni volti a limitare lo stillicidio di imprese commerciali che abbandonano il campo.
“Va detto con onestà culturale – continua il presidente – che il fenomeno è generale, però la vocazione commerciale di Padova non è paragonabile a quella di altre città. Per cui non possiamo rimanere inerti di fronte alle tante chiusure, spesso riguardanti negozi storici con decenni di lavoro alle spalle, di cui sono purtroppo piene le cronache dei nostri giorni a dimostrazione che la chiusura di un negozio non è mai una perdita personale o familiare, ma investe un’intera comunità che non trova più un punto di riferimento”.

“Nelle scorse settimane – ricorda il presidente di Confcommercio Padova – abbiamo chiesto a tutti i 101 Comuni della provincia la disponibilità a valutare qualsiasi forma di intervento in favore delle imprese del commercio di vicinato perché intervenire in favore del commercio significa mantenere un’identità sociale e culturale che non può essere dispersa. Senza contare, perché lo diamo ormai per scontato, che una vetrina che si spegne è un’insicurezza in più che si insinua”.

“Proprio per questo – conclude Bertin – come Confcommercio proponiamo all’amministrazione comunale di Padova l’avvio di un percorso strutturato e condiviso per il rilancio del commercio di vicinato, che superi la logica degli interventi spot e punti invece su strumenti innovativi e integrati: politiche urbane orientate alla prossimità, incentivi mirati per nuove aperture e passaggi generazionali, rigenerazione dei locali sfitti, sostegno alla digitalizzazione dei negozi e sperimentazione di nuovi modelli di commercio di comunità. Un’alleanza pubblico-privato che metta al centro i quartieri, perché rilanciare il commercio di vicinato significa rafforzare coesione sociale, sicurezza urbana e qualità della vita, restituendo ai cittadini presìdi economici e relazionali indispensabili per una città viva”.

PADOVA 5 FEBBRAIO 2026