Il presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin: “Speriamo di non arrivare “morti alla meta”. Perchè è questo ciò che rischiamo”
“E se prometto poi mantengo, tu prometti e poi mantieni, prometto prometti” cantava Ambra Angiolini nell’ormai lontano 1994.
“Potrebbe adottarlo il Comune di Padova come inno – ironizza il presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin – con la speranza che alle promesse segua la realizzazione dei fatti. Perché al momento, su tanti scacchieri, siamo solo alle promesse. Solo che, nel frattempo, la città declina”.
E allora eccolo il “cahiers de doléances” che Bertin snocciola in questo febbraio che non è partito sotto i migliori auspici per il commercio cittadino.
“Partiamo da un dato di fatto: – incalza il presidente – arrivare in città, soprattutto per chi si avventura sulla tratta che da Mestrino porta in centro, è operazione degna di un viaggiatore dell’800. Si procede a passo d’uomo, su strada sconnessa, con slalom che farebbero invidia a Milano-Cortina 2026, in uno spazio angusto. Se qualcuno, per qualsiasi motivo, si ferma, la giornata è andata”.
Dunque, problema numero 1: i cantieri per il tram.
“La promessa è che il futuro sarà radioso. Nel frattempo però i negozi chiudono per anemia da clientela e anche se verso Voltabarozzo si parla di un’entrata in esercizio verso la fine dell’anno, nulla è dato sapere per ciò che avverrà sull’altra tratta, quella che attraversa il centro, va in via Chiesanuova e si spinge fino al confine di Mestrino”.
La promessa è fatta anche di belle immagini.
“Nei giorni scorsi – continua Bertin – sono state diffuse delle belle immagini realizzate con l’intelligenza artificiale su come viaggerà il tram non più “uno ma trino”. Peccato che noi ci si debba confrontare con la realtà vera dei negozi che non ce la fanno più, ma questo sembra interessi meno”.
Capitolo parcheggi.
“Adesso c’è la promessa del nuovo parcheggio alla Prandina. Ammesso e non concesso che, come è stato individuato, possa realmente servire ai negozi che insistono su corso Milano, resta pur sempre un ripiego rispetto ad una vera politica dei parcheggi cittadini. Ovviamente il sogno è quello che per la nostra delegazione si è materializzato a Montpellier (14mila parcheggi sotterrai in centro, più parcheggio moto e bici controllato), ma ci accontenteremmo anche di una politica che non criminalizzi l’auto, peraltro sempre più elettrica, per cui con sempre minori emissioni”.
Per non parlare del nuovo ospedale.
“Chiaro che siamo in presenza di un progetto che richiede tempo e che non è se non parzialmente nella responsabilità del Comune, ma la progettualità entro il 2027 mi sembra un tantino lenta. Di questo passo non so se il 2035 potrà essere una data plausibile per una sua messa in funzione”.
Adesso si profila anche un caso “Leroy Merlin”, ovvero la “promessa” dell’ex Foro Boario tornato a nuova vita.
“Mi verrebbe da dire che “anche i ricchi piangono”, ma la verità è che anche i grandi nomi possono non essere così affidabili. E’ un po’ ciò che sta succedendo in centro: arrivano grandi brand, ma poi apprendiamo che se ne va Giochi Preziosi. Verrà sicuramente rimpiazzato perché il Liston non si discute, ma nel resto del centro? E nel resto dei quartieri?”
Si potrebbe continuare. Boeri e l’Arcella, tanto per fare un altro esempio.
“Vogliamo poi parlare dell’alta velocità? Mi si dirà che il Comune c’entra poco. Verissimo. Però è anche vero che spetta a Palazzo Moroni fare pressing, magari coinvolgendo anche la Camera di Commercio, le categorie economiche, insomma chi ha interesse a che Padova non declini”.
“Qualche tempo fa – chiosa Bertin – avrei adottato il titolo di un film famoso: “Nudi alla meta”. Spero vivamente di non dover coniare un “Morti alla meta”. Perché è questo il pericolo che stiamo correndo: mentre si progetta e, comunque, si realizza, c’è un tessuto economico che sta sparendo. E se un negozio sul Liston chiude ma c’è sicuramente chi riapre, già in via Marsilio da Padova (pieno centro, ad un passo da piazza delle Erbe) si chiude e si fa fatica a riaprire. Per cui: serve un tavolo urgente per arginare l’emorragia!
PADOVA 6 FEBBRAIO 2026
