
Compravendite: nella classifica elaborata dal Centro Studi Abitare Co. la città di Padova si colloca al 90° posto su 99 capoluoghi testati
Silvia Dell'Uomo (presidente FIMAA Confcommercio Padova): "Prezzi alti, si preferiscono alcuni comuni della cintura (ma altri sono altrettanto cari)"
E poi la sensazione di insicurezza e di perdita di socialità causate dai negozi che chiudono: "Servirebbe una cedolare secca anche per il commerciale per mitigare gli affitti "lunari"
"Se nei primi 9 mesi del 2025, il mercato immobiliare residenziale in Italia continua a mostrare segnali di dinamismo, raggiungendo quasi 548.287 compravendite (+9,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) e Padova, per contro, con le sue 2.468 compravendite registra un -1,2%, qualche motivo ci sarà".
Silvia Dell'Uomo è la presidente degli agenti immobiliari di Fimaa Confcommercio Padova e i dati che scorre sono quelli del Centro Studi Abitare Co. che fa riferimento all'Osservatorio dell'Agenzia delle Entrate.
Ebbene, in un quadro sostanzialmente positivo (in taluni casi, molto positivo), Padova, nei confronti dei 99 capoluoghi testati su 107, figura al 90° posto!
"Il raffronto tra i primi 9 mesi del 2024 e i primi nove mesi del 2025 - continua Dell'Uomo - non lascia molto spazio ad interpretazioni: i padovani lasciano la città per alcuni comuni della cintura (ma altri hanno praticamente gli stessi prezzi della città) dove i prezzi sono più abbordabili e dove si scommette sul fatto che, con le nuove linee del tram, si possa raggiungere il centro abbastanza agevolmente".
In effetti, tra le città più vivaci spiccano Frosinone (+45,1%), Sondrio (+34,6%) e Belluno (+34,4%), seguite da Grosseto (+29,3%), Catanzaro (+26,5%), Campobasso (+25,7%), Siena (+25,6%), Imperia (+22,8%), Pavia (+21,4%) e Massa (+21,3%). Sono invece solo 13 i capoluoghi che registrano il segno negativo, con cali più significativi a Enna (-12,9%), Isernia (-10,2%), Aosta (-10,1%), Crotone (-6,7%). E tra queste, per l'appunto, Padova.
"Se poi guardiamo alla dinamica regionale - continua nella sua analisi la presidente della Fimaa Confcommercio Padova - scopriamo di essere buoni ultimi: in ordine inverso fanno comunque meglio Venezia (+5,2%), Rovigo (+10,2%), Verona (+12,9%) Vicenza (+13,3%), Treviso (+14,9%) e la palma della migliore spetta a Belluno (+34,4%) che, con ogni probabilità, nonostante tra il capoluogo e Cortina ci siano 70 chilometri, ha sicuramente sfruttato il traino olimpico".
Nel complesso il Veneto fa registrare una crescita del +11,3%, stessa percentuale del Piemonte. Tra le aree più vivaci spicca l’Umbria, che nei primi 9 mesi del 2025 si posiziona al primo posto con un +15,5% (8.110 compravendite). Segue la Toscana con +14,1% (37.111 compravendite) e il Friuli-Venezia Giulia con +14% (7.828 compravendite). Crescita robusta anche per il Lazio (+12,7%), l'Emilia-Romagna (+12,6%), le Marche (+11,5%) e la Calabria (+11,4). Dietro a Veneto e Piemonte, la Liguria (+10,4%) e la Lombardia (+10,1%).
Detto di Venezia e del suo +5,2%, se guardiamo alle altre città metropolitane, il quadro è complessivamente positivo: tutte registrano un segno “più”, ad eccezione di Firenze che, nei primi 9 mesi del 2025, mostra una flessione delle compravendite del -2,2%. La città metropolitana con il dato migliore è Torino (+10%), seguita da Palermo (+9,1%) e Milano (+8,4%). Anche a Roma il mercato cresce: +6,8%., seguono Genova (+6,2%), Bologna (+4,4%) e Napoli (+3,6%).
Ma le prospettive nella città del Santo?
"Stante che peggio di così ben difficilmente si potrà andare - sorride Dell'Uomo - le prospettive non possono che essere positive. Certo: i prezzi del centro restano alti e questo non depone a favore di compravendite dal ritmo sostenuto. Si tratterà di capire anche come potranno incidere su tutto questo le difficoltà che stanno incontrando le attività commerciali. Perchè è bene ricordare che un negozio che chiude è un presidio di sicurezza e di socialità che se ne va".
E qui la preoccupazione è tanta. Senza adeguati parcheggi e, soprattutto, in presenza di richieste di affitto "lunari", i negozi, già alle prese con un e-commerce decisamente aggressivo, rischiano di chiudere. Uno dietro l'altro.
Una preoccupazione che nei giorni scorsi il presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin, ha esternato all'assessore regionale Massimo Bitonci nel corso dell'incontro avvenuto nella sede di piazza Bardella.
"In quell'occasione - aggiunge Dell'Uomo - ho ricordato come una cedolare secca anche sugli affitti commerciali, sulla falsariga di quella per gli affitti residenziali, potrebbe contribuire a mitigare le richieste dei proprietari degli immobili. Un'esperienza del genere, con risultati decisamente positivi in termini di contratti di affitto commerciale sottoscritti, l'abbiamo sperimentata tra il 2019 e il 2021. Se il governo volesse riprendere in mano la questione..."
PADOVA 23 FEBBRAIO 2026
