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CONTRO IL DEGRADO DEI MERCATI SERVONO PROVVEDIMENTI AD HOC


Ilario Sattin (Fiva Confcommercio Padova): “Anche Chioggia si appresta a varare norme contro merci alla rinfusa e prodotti di dubbia provenienza sui banchi. Devono fare qualcosa anche i comuni della nostra provincia”

L’ultimo, in ordine di tempo, è il Comune di Chioggia che si appresta a vietare sui banchi del (un tempo) celebrato mercato del giovedì, la vendita di indumenti usati, l’esposizione alla rinfusa di merce e di oggetti vari di plastica ed accessori a pila di dubbia provenienza.
“Se vogliamo che i mercati sopravvivano – commenta il presidente della Fiva Confcommercio Padova, Ilario Sattin – dobbiamo fare come sta cercando di fare Chioggia: porre dei limiti ad un degrado che conduce dritto alla fine del commercio ambulante”.

Sattin è da tempo che sottolinea, a più livelli e rivolgendosi a più municipi, che “o si va verso una riqualificazione o il destino dei mercati, sempre più frequentati da operatori che trattano prodotti alla rinfusa, è segnato”.
Era intervenuto anche nelle scorse settimane quando, in un banco del mercato di Prato della Valle, erano comparse persino le “mistery box” di Amazon, ovvero i pacchi dal contenuto non conosciuto e proposti a 10 euro.

Nasce dunque da queste evidenze la rinnovata richiesta nei confronti dei Comuni della provincia, soprattutto in quelli dove i mercati, pur assottigliandosi il numero dei banchi, continuano a rappresentare un’importante risorsa, per giungere a delibere che, sulla falsariga di quella che dovrebbe approdare in consiglio a Chioggia, ridia “dignità” al commercio su area pubblica.
“A Chioggia – continua il presidente della Fiva Confcommercio Padova – si prospetta la necessità per gli operatori di fornire adeguata documentazione per verificare l’origine degli articoli proposti. Se non al momento, sarà possibile presentare la documentazione entro 48 ore, dopo di che scatterà la multa”.
“Noi – conclude Sattin – siamo disponibili per un confronto con le amministrazioni sempre e comunque. L’importante è che si capisca che il settore sta rischiando forte: nell’ultimo anno, in Veneto, abbiamo perso il 6,4% delle attività”.

PADOVA 24 FEBBRAIO 2026