
Coi cedolini di marzo più soldi in busta paga grazie all’imposta sostitutiva prevista dalla legge di bilancio 2026
Patrizio Bertin (Confcommercio Padova): “Confermata la validità del nostro contratto e la necessità di contrastare i “contratti pirata” che sottraggono reddito ai dipendenti”
Una buona notizia tra le tante di segno contrario che angustiano le nostre giornate arriva dalle buste paga di marzo che sono più vantaggiose per una somma che "vale tra i 190 e gli 850 euro netti l'anno" e che sono il frutto dell'imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali prevista dalla Legge di Bilancio 2026.
A quantificare l’importo è stata la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, che ha fatto un’analisi in vista della prima applicazione della misura, attesa con i cedolini di marzo per tutti i lavoratori dipendenti con un reddito non superiore a 33.000 euro.
“L'Agenzia delle Entrate – spiegano i tecnici del settore paghe di Confcommercio Padova – nei giorni scorsi ha chiarito le modalità applicative dello sgravio con una circolare rendendo così possibile adottare la tassazione agevolata in busta paga già in questo mese".
Nello specifico la Fondazione ha preso in esame tre contratti collettivi aggiornati dal 2024 a oggi: quello del commercio, quello delle telecomunicazioni e quello metalmeccanico.
A essere maggiormente avvantaggiati risultano i dipendenti del commercio con un risparmio massimo di 851 euro per un livello II (con 31.400 euro di reddito annuo lordo), grazie a un importo legato agli aumenti previsti dal rinnovo del 2024 di 2.698 euro.
“Una conferma – sottolinea il presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin – non solo della qualità del nostro contratto e del lavoro svolto da Confcommercio in sede di interlocuzione parlamentare, ma anche della necessità di porre un freno ai cosiddetti “contratti pirati” che diventano concorrenza sleale per le imprese ma soprattutto sottraggono reddito ai lavoratori dipendenti”.
Proseguendo nell’analisi, in mezzo ci sono gli addetti delle telecomunicazioni, che hanno visto il rinnovo del contratto alla fine del 2025, e che potranno godere di un vantaggio di poco più di 500 euro nel corso dell'anno. Un risparmio calcolato su un livello 6 (30.248 euro di reddito lordo), per il quale il rinnovo prevede un incremento corrisposto nel 2026 di 1.709 euro, ai quali si applica appunto l'imposta sostitutiva".
Infine, sempre secondo lo studio della Fondazione, ci sono i metalmeccanici, per i quali "i risparmi per un livello B1 (30.529 di reddito lordo annuo e valore aumento nel 2026 di 841 euro) saranno di 250 euro e di 188 euro per un livello D1 (reddito annuo lordo di 22.989 e aumento di 634 euro)".
PADOVA 6 MARZO 2026
