
Nell'ultimo anno 2.200 operazioni di fido, finanziamenti diretti per 16 milioni e affidamenti intorno a 450 milioni.
Alla fine del 2025 i Confidi in Italia erano 164, di cui 30 Confidi maggiori e 134 minori e detenevano, complessivamente (il dato è del 31 dicembre 2024) 7,4 miliardi di euro di stock di garanzie e, in un solo anno, ne hanno emesse per circa 2,7 miliardi.
Su scala locale emerge, per i numeri che esprime, Fidimpresa Friulveneto, il confidi del sistema Confcommercio nato, poco più di un anno fa, dalla fusione tra Fidi Impresa & Turismo Veneto e Confidi Friuli.
Ed allora ecco i numeri, a cominciare da quelli dell’anno da poco archiviato: 2.200 operazioni di fido, finanziamenti diretti che hanno superato i 16 milioni, affidamenti intorno ai 450 milioni, con garanzie rilasciate per circa 250 milioni.
“Sono numeri – commenta Damiano Baldin, da qualche mese responsabile dell’ufficio padovano del Confidi che opera nella sede di Confcommercio Padova in piazza Bardella – che confermano la solidità di un intermediario vigilato nato con l’obiettivo di rafforzare il tessuto produttivo locale offrendo un sostegno concreto alle imprese in tutte le fasi della loro attività”.
Costituiti già negli anni ’50 del secolo scorso, i confidi hanno il loro “core business” nell’agevolare l’accesso al credito delle PMI attraverso il rilascio di garanzie a favore delle banche ma, negli ultimi anni, soprattutto grazie alle fusioni, affiancano le imprese, oltre che nella gestione degli affidamenti bancari, anche nei percorsi di finanza agevolata e nell’accesso al piccolo credito e ai finanziamenti pubblici.
Con 39 milioni di capitale sociale e 60 milioni di rapporto patrimonio/garanzie pari al 38% (uno dei più elevati d’Italia) Fidimpresa Friulveneto vanta qualcosa come 26 mila 600 imprese associate.
Nato da una fusione “fredda”, nel senso che i due confidi non avevano bisogno di fondersi, ma hanno operato la scelta per offrire servizi sempre più attenti ed evoluti, il confidi del sistema Confcommercio è un punto di riferimento per il settore bancario.
“La guerra nel Golfo, che è andata a sommarsi a quella in Ucraina – sottolinea il direttore generale di Fidimpresa Friulveneto, Mauro Rocchesso – è quasi certo possa avere ripercussioni sulle aziende, in primis quelle di autotrasporto e quelle esportatrici, ma non è da escludere che anche il turismo e il commercio possano risentirne. Questo significa che le aziende avranno bisogno di cassa e non solo e anche se noi, solitamente, accompagniamo lo sviluppo delle imprese, siamo pronti anche ad aiutare le aziende per cui ci aspettiamo maggiori esigenze di medio termine”.
Potrebbe dunque intervenire un “aggiustamento” del tiro considerato che, nel corso del 2025, i progetti maggiormente finanziati sono stati quelli che prevedevano uno sviluppo della digitalizziamone ed energia delle aziende.
“Se c’è un settore che sta soffrendo – ricorda il presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin – questo è quello del commercio: calo dei consumi, difficoltà nel passaggio generazionale, chiusura dei negozi. Un credito al servizio delle imprese, in certe situazioni, può rappresentare quel sostegno che può consentire quella svolta che un commercio moderno richiede”.
Per il secondo Confidi del Nordest e tra i primi in Italia per solidità patrimoniale si apre dunque una stagione nel corso della quale non sarà tanto importante ridurre al minimo i rischi, ma nel saperli leggere meglio visto che sarà sempre maggiore il peso dei fattori di sostenibilità senza sottovalutare il ruolo dell’intelligenza artificiale nei processi di valutazione delle erogazioni.
PADOVA 14 APRILE 2026
