Carlo Trevisan (Agenti e Rappresentanti FNAARC Confcommercio Padova): “Il nostro lavoro? Va ben oltre la semplice promozione degli affari. Le aziende mandatarie respingano la gretta speculazione”
“Giù le mani dagli agenti di commercio”.
Non fa certo sfoggio di diplomazia, Carlo Trevisan, presidente degli agenti e rappresentanti della Fnaarc Confcommercio Padova per commentare la discutibile iniziativa di un ufficio acquisti della grande distribuzione organizzata nel Sud Italia che ha invitato i propri fornitori ad eliminare le figure di intermediazione commerciale.
“Qui siamo di fronte ad una palese forzatura – continua Trevisan – che si configura come un attacco diretto nei confronti della figura dell’agente di commercio e che va oltre il normale confronto economico finendo per delegittimare una categoria professionale strategica per il sistema produttivo italiano, con l’effetto collaterale di indebolire anche le stesse aziende fornitrici”.
“L’iniziativa – aggiunge il presidente – al momento è confinata in quell’unica azienda e non abbiamo avvisaglie di sorta che possa trasferirsi anche nel nostro territorio, però è scorretto che si pensi di addossare agli agenti di commercio la responsabilità degli eventuali aumenti che si riversano nel carrello della spesa”.
Che il contributo dato dagli agenti di commercio all’economia del Paese sia importante è fuor di dubbio: in Italia operano oltre 210.000 agenti e rappresentanti di commercio (5mila solo nel padovano): il 74% plurimandatari e il 26% monomandatari, con una presenza femminile pari al 15%. La loro intermediazione commerciale vale circa 400 miliardi di euro l’anno, pari a circa il 30% del PIL nazionale.
“Ma vogliamo dirla tutta? – incalza Trevisan - Il ruolo degli agenti di commercio oggi va ben oltre la semplice promozione degli affari. Ogni giorno siamo lì che presidiamo i territori, intercettiamo e anticipiamo le tendenze di mercato, trasferiamo informazioni strategiche tra aziende e clienti, facilitiamo le relazioni commerciali, supportiamo le iniziative di marketing e costruiamo rapporti duraturi, ampliando costantemente il portafoglio clienti”.
Privare le imprese della rete commerciale significa dunque ridurne la competitività, le prospettive di sviluppo e la capacità di presidio dei mercati e dei territori.
“A pagarne il prezzo più alto – continua Trevisan - sarebbero soprattutto le piccole e medie imprese, che rappresentano l’ossatura dell’economia italiana per cui inviterei le aziende mandanti a respingere con decisione logiche di gretta speculazione riconoscendo il valore reale della forza vendita. Perché va bene innovare ma senza eliminare professionalità ed anzi investendo in un modello che rappresenta uno dei cardini del commercio”.
“Stabilito che gli agenti non sono un costo improduttivo per le imprese, ma professionisti che operano a provvigione e che da sempre rappresentano un motore economico, occupazionale e di sviluppo per il Paese, va da sé che Fnaarc Confcommercio (e la sezione padovana in particolare) continueranno a difendere con determinazione la dignità, il ruolo economico e il futuro degli agenti di commercio".
PADOVA 4 FEBBRAIO 2026
