
L’accordo rafforza tutele, bilateralità, sicurezza, formazione e partecipazione nel settore. La soddisfazione del presidente dell’Unione Panificatori del Veneto Gorghetto e dei sindacati
Il Cir sarà applicato da tutte le aziende che applicano il Contratto collettivo nazionale di lavoro codice 023 sottoscritto anche da Confcommercio coi sindacati.
ELEMENTI FONDAMENTALI DEL CONTRATTO
- territorialità: l'accordo vale per tutte le aziende o unità locali che operano nella Regione Veneto, con una disciplina unica, sistema di welfare unico ed Ente Bilaterale Regionale.
- introduzione di un sistema premiale regionale: è stato introdotto il salario variabile, pari a 400 euro annui, erogati nel caso in cui l’impresa dimostri, nel confronto annuale 2026 sul 2025, un incremento del fatturato. Il dipendente può anche optare per la richiesta che il premio, anziché in denaro, gli sia messo a disposizione in beni e servizi welfare: in questo caso il valore del premio crescerà a 460 euro.
- previdenza integrativa: è previsto un incentivo affinché i giovani apprendisti aderiscano alla previdenza integrativa (in aggiunta a quella obbligatoria per legge): in caso di adesione del lavoratore apprendista al fondo contrattuale di previdenza integrativa, l'azienda verserà, oltre a quanto di propria spettanza, anche la quota a carico del dipendente.
- sicurezza sui luoghi di lavoro: verrà costituito l'Organismo Paritetico per la Sicurezza e la figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale. Si tratta di una risposta organizzativa importante per le aziende con pochi dipendenti che potranno assicurare tutele al proprio personale e al tempo razionalizzare i costi di impresa.
- costituzione della commissione di conciliazione: si tratta di un luogo sindacale ove chiudere le controversie da lavoro dipendente senza dover portare la causa in Tribunale o presso la commissione presso l'Ispettorato del lavoro.
DICHIARAZIONI
“Il Cir che abbiamo approvato è un accordo straordinario con contenuti innovativi. Il Veneto, in questo senso, può fare scuola in Italia – dice Massimo Gorghetto, presidente dell’Unione Panificatori del Veneto –. Dentro troviamo misure concrete a sostegno dei lavoratori e per una migliore organizzazione del lavoro, a sostegno di un settore, quello della panificazione, che attraversa un periodo non facile ma costituisce un elemento fondamentale dell’economia e della tradizione locale anche in Veneto. Desidero ringraziare le forze sindacali con cui abbiamo lavorato costruttivamente per raggiungere questo importante risultato”.
“Il nuovo integrativo – dichiara Andrea Zanin di Fai Cisl Veneto – valorizza il lavoro e la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori, sostenendo al tempo stesso competitività e qualità delle imprese venete, con particolare attenzione al salario, alla produttività, al welfare, alla previdenza complementare e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Un risultato che conferma il valore delle relazioni sindacali e della contrattazione come strumenti concreti per dare stabilità, sviluppo e futuro a un comparto strategico per l’economia e l’identità del Veneto”.
“Quello che è stato sottoscritto è un contratto per il futuro – spiega il segretario Generale Mattei –. Abbiamo valorizzato l’Ente Bilaterale consegnandogli la regia in materia di sicurezza sul lavoro attraverso i rappresentanti dei lavoratori e l’organismo paritetico regionale. Abbiamo creato le condizioni per redistribuire il salario di produttività. Abbiamo affrontato il tema della formazione e del welfare previdenziale. Questa intesa chiude un percorso voltando pagina rispetto alle storiche differenze territoriali tra provincie, con condizioni paritetiche”.
“Con la firma di questo Cir diamo al settore della panificazione veneta un risultato importante – sottolinea Daniela Mirandola, segretario Uila di Uil regionale – Grazie a buone relazioni sindacali e alla volontà comune delle parti, abbiamo chiuso la trattativa in tempi rapidi. Tre i punti per noi più rilevanti: l’omogeneizzazione delle retribuzioni, che supera le vecchie disparità tra le Province e dà regole uniche a tutto il Veneto; l’istituzione dell’Rlst, che porta un presidio reale su salute e sicurezza anche nelle piccole imprese fino a 15 dipendenti; e il rafforzamento dell’adesione ai fondi integrativi, a partire dalla bilateralità e dalla previdenza complementare, perché la tutela del lavoratore non si ferma alla busta paga. Un buon contratto, che tutela i lavoratori e dà certezze alle aziende.»
VENEZIA, 19 MAGGIO 2026
