
Patrizio Bertin (Confcommercio Padova): “Ottimi numeri, ma le opportunità ben difficilmente si tradurranno in posti veri perchè si fatica a trovare personale”
A maggio erano 7.020 e dunque sono ancora di più (esattamente 7.250) le opportunità di lavoro in provincia di Padova nel mese di giugno 2026. Se invece guardiamo al trimestre giugno – agosto le opportunità si assottigliano un po’: erano 21.630 nel trimestre precedente e a giugno sono 19.800.
Dunque le possibilità di lavoro tornano a crescere, seppur di poche unità, ma è un segnale che comunque il tessuto economico padovano tiene ed anzi, per certi aspetti, si consolida.
I dati che vengono riportati, come di consueto, sono quelli diffusi da Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior che, in tutto il Paese, intervista periodicamente dal 2017 oltre centomila imprese con dipendenti sia del settore industriale che dei servizi e offre l’andamento delle possibilità nei diversi comparti.
La provincia di Padova si conferma “a forte trazione terziaria” con una percentuale del 60,8%, addirittura in aumento rispetto al 58,1% di maggio e al 59,1% di aprile. Dopo la crescita del mese precedente che l’aveva portata al 38,5%, scende invece la percentuale della manifattura che dal dato di maggio scende al 35,9% di giugno mentre continua la lenta discesa dell’agricoltura che dopo il boom di aprile (4,5%) ed il 3,4% di maggio perde una frazione di punto e si attesta al 3,3%.
“Che il comparto terziario sia nettamente maggioritario – commenta il presidente di Confcommercio Veneto e Padova, Patrizio Bertin – non è più una novità per nessuno, come non è una novità che durante il periodo estivo a registrare in Veneto i numeri maggiori siano le province a forte vocazione turistica di Venezia (84,7%) e Verona (68%)”.
Pur rimanendo il terziario il settore di riferimento nell’offerta lavorativa, Padova e provincia non hanno, come abbiamo visto, il richiamo né del mare che del lago, mentre va sottolineato, seppur con numeri assoluti inferiori (3.670 le opportunità di lavoro a giugno) l’exploit terziario della montagna in termini percentuali: 79,2%.
“Probabilmente collegato anche al momento politico internazionale che speriamo possa evolversi in senso positivo – osserva il presidente di Confcommercio Veneto e Padova – è indubbio che il comparto turistico stia beneficiando di una visione “home” da parte degli italiani e di molti europei (ad esempio il ponte del 2 giugno e la festa del Santo hanno premiato Padova ben oltre le attese) però il rammarico è che le opportunità con molta difficoltà si tradurranno in posti di lavoro reali”.
In effetti quella di non trovare personale è una delle maggiori preoccupazioni degli imprenditori.
“Effettivamente – ammette Bertin – sono ormai molti trimestri che le imprese fanno fatica ad assumere e questo, soprattutto per commercio e turismo, è un fattore che condiziona pesantemente non solo la gestione del presente ma, soprattutto, gli investimenti futuri”.
Un problema per tutte le imprese ma elevato a potenza per le piccole, quelle a conduzione familiare con pochi collaboratori. Se questi non ci sono, il rischio di chiusura è dietro l’angolo.
“Di fatto – conclude Bertin – la situazione in Veneto si può dire sia di una sostanziale piena occupazione. Qualche crisi nel mondo dell’industria potrebbe essere assorbita dal nostro mondo, però non è semplicissimo trasformare competenze di un tipo in altre per cui serve un forte investimento in formazione del capitale umano. Perchè anche se qualcuno ha introdotto il robot-cameriere, resta sempre un’eccezione: la regola è che a tutti fa piacere il rapporto che si instaura con un cameriere che sa fare il proprio lavoro”.
PADOVA 16 GIUGNO 2026







