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Chiedono mediamente 12.366 euro che ritorneranno in 60 mesi, hanno 44 anni e un reddito che oscilla tra i 20 3 i 30mila euro
Patrizio Bertin (Confcommercio Ascom Padova): “Una conferma delle difficoltà del ceto medio, difficoltà che si trasferisce sui consumi e, quindi, sui negozi”

Lo chiede soprattutto per liquidità (29,78%), per un importo medio di 12.366 euro e con una durata di 60 mesi. Il padovano (inteso come abitante della città e della provincia) che richiede un prestito personale ha mediamente 44 anni, per il 23,19% la sua richiesta è tra i 10 e i 15mila euro e il suo reddito oscilla tra i 20 e i 30mila euro (50,35%).

A documentare tutto questo è il report di PrestitiOnline.it che ha pubblicato l’andamento delle richieste di prestito negli ultimi sei mesi, ovvero da aprile a settembre. Ebbene, i padovani, rispetto alla media del resto d’Italia, si differenziano soprattutto perché è l’auto il loro oggetto del desiderio mentre nel resto del Paese emerge una maggiore richiesta per quanto attiene al prestito green casa.

“Quanto riporta PrestitiOnlinme.it – commenta il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin – è indicativo di una difficoltà delle famiglie a destinare la loro disponibilità verso i consumi. Avere quasi un 30% che chiede un prestito perché a corto di liquidità è sintomatico di una difficoltà che si trasferisce sui negozi”.
“Non consola – continua il presidente – sapere che, più o meno, i dati che si riscontrano a Padova siano gli stessi che riguardano l’intero Paese, segno evidente che c’è la necessità, come abbiamo più volte sottolineato, di una politica fiscale che aiuti i redditi medi”.

E in effetti, se guardiamo ai redditi dei richiedenti un prestito in provincia di Padova, notiamo che sotto i 10mila euro chiede un prestito lo 0,35%; percentuale che sale al 31,24% se il reddito è compreso tra i 10 e i 20mila euro. Il grosso (50,35%) è appannaggio di chi dispone di un reddito tra i 20 e i 30mila euro mentre tra 30mila e 50mila c’è un restante 14,25%.
“Non sorprende – aggiunge Bertin – che siano proprio i redditi bassi quelli che andrebbero aiutati e che sono i soli che possono incidere, positivamente, su una crescita dei consumi in assenza dei quali è piuttosto difficile che si possa pensare ad una ripresa”.

“A questo punto – conclude il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova – la riforma fiscale diventa necessaria per la crescita. In questo senso la Manovra per il 2026 dovrà prevedere la riduzione della seconda aliquota dal 35% al 33%, con l’innalzamento dello scaglione da 50mila a 6omila euro, per sostenere i redditi medi. Contiamo poi, come ho avuto modo di dire nei giorni scorsi, che si possa arrivare alla detassazione strutturale delle tredicesime che avrebbe il pregio di sostenere i redditi medio-bassi e, dunque, di dare ossigeno ai consumi”.

PADOVA 24 SETTEMBRE 2025

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