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Patrizio Bertin (Presidente Confcommercio Ascom Padova): “Nella nostra economia centrale il terziario di mercato”

I dati del mercato del lavoro: quanti posti?

Tra dicembre 2024 e febbraio 2025 saranno 21.240 i posti di lavoro di cui necessitano le imprese padovane. La fonte è autorevole: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior che, in tutto il Paese, sonda 115mila imprese con dipendenti sia del settore industriale che dei servizi

A dicembre il fabbisogno, nel padovano, era di 4.900 unità, qualcosa meno (300 posti) del pari mese del 2023, mentre le tendenze occupazionali per i prossimi mesi, pur trattandosi di oltre 21mila posti, differiscono per trascurabili 40 unità.
L’indagine, molto particolareggiata, individua in un 38% i posti a tempo indeterminato mentre il 62% sono a tempo determinato. Il 66% riguarda i servizi con una percentuale del 54% appannaggio delle imprese con meno di 50 dipendenti. Per il 18% si tratta di dirigenti, specialisti e tecnici e per il 32% sono giovani under 30.
“Questo dei giovani – commenta il presidente di Confcommercio Ascom Padova, Patrizio Bertin – è uno dei cardini dell’offerta di posti di lavoro nella nostra provincia: detto infatti del 32% di giovani sotto i 30 anni, è da tenere in debita considerazione il fatto che il 22% è straniero (e gli stranieri sono giovani nella stragrande maggioranza), così come la formazione: il 14% dei posti disponibili ha come destinatario un laureato”.

L’equilibrio tra domanda e offerta: il commercio fa la parte del leone

Dunque tante opportunità.
Semmai il problema è il contrario: c’è offerta, ma non c’è domanda. Infatti il 54% degli intervistati ritiene di avere difficoltà (e che difficoltà!) a trovare i profili desiderati anche perchè nel 62% dei casi viene richiesta esperienza professionale specifica.  Da qui a febbraio sarà il commercio a registrare la maggior richiesta di personale (ben 3.400 persone), seguita dalla ristorazione e dalla ricettività (2.650), quindi trasporti e magazzinaggio ed infine logistica (1.470) e costruzioni (1.750).

Concentrando maggiormente la nostra attenzione sui profili richiesti dal commercio, va detto che sui 4.900 che erano stati preventivati per dicembre, ben 540 erano addetti alla ristorazione; 530 addetti alle vendite, quindi, a scendere, segreteria (210), professioni mediche (140); addetti all’accoglienza e all’informazione della clientela (120); ecc.
I servizi, intesi come terziario di mercato, col complessivo di 3.250 posti, risultavano  di gran lunga maggioritari. Coi servizi alle imprese che raggiungevano quota 1.200, il commercio che si attestava a quota 880 e i servizi di alloggio e ristorazione che toccavano le 650 unità.

Titoli di studio e tipologia contrattuale

Si diceva della laurea. Ne possiede una il 14% degli intervistati ma ben al 62% di chi va ad occupare posti di lavoro viene richiesta esperienza professionale specifica o comunque nello stesso settore. Ad ogni buon conto le imprese che assumono sono il 13% del totale.
Numeri ovviamente più consistenti se lo sguardo spazia fino a fine febbraio 2025.

Anche in questo caso è il commercio a fare la parte del leone con 3.400 posti di lavoro, seguito dai servizi alle persone che vantano 2.790 posizioni, 140 in più dei servizi di alloggio e ristorazione e i servizi turistici che ammontano a 2.650 posti.
”Nella nostra economia la centralità del terziario di mercato – aggiunge Bertin – è evidente, come evidente è il contributo straordinario che all’occupazione viene data dalle piccole imprese che, statisticamente, appartengono alla classe dimensionale 1-49 dipendenti ma che, in verità hanno, nella stragrande maggioranza, dimensioni molto più contenute”.

Interessante anche la tipologia contrattuale che caratterizza il comparto, da sempre più incline a contrattualizzare i dipendenti a tempo determinato, cosa che, se è vera per il turismo (17% indeterminato, 66% determinato, 4% apprendistato e 13% altri contratti), non lo è per i servizi alle imprese (37% indeterminato, 55% determinato, 7% apprendistato e 1% altro) e non lo è nemmeno per il commercio (26% indeterminato, 50% determinato, 18% apprendistato e 5% altro).

PADOVA 13 GENNAIO 2025

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