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Patrizio Bertin (Confcommercio Ascom Padova): “Semplicemente inaccettabile visto che vetrine e insegne illuminate sono un presidio di sicurezza per la città”

Da Sangalli (presidente nazionale di Confcommercio) a Bertin (presidente di Confcommercio Veneto e Ascom Padova) è un richiamo costante: “Un’insegna che si spegne è un pezzo di comunità che muore”.
E va bene se lo spegnimento dipende dal costo degli affitti, dal mercato stagnante, dall’e-commerce e chi più ne ha più ne metta, ma se lo spegnimento dipende dalle istituzioni?

“Semplicemente inaccettabile” è sbottato lo stesso Bertin quando ha appreso che il negozio K Way di via San Fermo non può illuminare l’insegna perché, a giudizio di uno zelante funzionario della Soprintendenza, la retroilluminazione disturba palazzo Giusti.
“Qui dobbiamo capirci – continua il presidente di Confcommercio Ascom Padova – se abbiamo intenzione di remare tutti nello stesso verso o se c’è qualcuno che rema contro. Non più tardi di 48 ore fa ho invitato i padovani della città e della provincia a sostenere i negozi di vicinato perché sono, oltre che un importante fattore economico, anche un presidio di sicurezza proprio grazie alle loro vetrine e alle loro insegne illuminate. E mentre, su questa linea, ci troviamo all’unisono col Prefetto, le Forze dell’Ordine e i Comuni dell’intera provincia, vediamo con stupore che la Soprintendenza, peraltro dopo la figuraccia con l’insegna della Wiennesse, contesta la liceità di un’insegna manco fosse stata installata all’interno della Cappella degli Scrovegni!”

“Duri e puri”, agli uffici della Sovrintendenza non è andata nemmeno bene l’offerta dei titolari del negozio di abbassare i lumen delle lampade interne.
“Niente da fare” è stata la risposta e così via san Fermo, una di quelle che in Confcommercio Ascom Padova prospettavano come “papabili” per formare un “Quadrilatero del Fashion”, dovrà rinunciare a quel po’ di luce in più che costituisce una delle basi dell’attrattività di una zona, di una via, attrattività che significa investimenti, che significa rilancio del commercio, che significa città viva e vivibile.

“Sinceramente – conclude Bertin – voglio credere si tratti solo di un eccesso di zelo da parte di un funzionario, eccesso facilmente superabile. Magari anche in tempi stretti perché il Natale arriva una volta l’anno e col Natale i negozi cercano di far quadrare i bilanci”.
Chissà. Servirebbe un’”illuminazione”. Questa volta in via Aquileia.

Padova 6 dicembre 2025

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