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Più che l’opera in sè stessa è la mancata comunicazione che lamentano sia le imprese che i cittadini
Il presidente Bertin: “I cantieri stanno impattando fortemente sul tessuto economico cittadino”

Una pianificazione nel processo decisionale molto limitata, per non dire assente e una comunicazione sulle tempistiche dei lavori a dir poco deficitaria. Ed è per questo che, pur nell’apprezzamento complessivo, il progetto delle nuove linee tranviarie finisce per scadere sia agli occhi dei cittadini che delle imprese.
E’ questa un’evidenza, forse la più importante, emersa dalla presentazione dell’”Indagine sull’impatto delle nuove linee tranviarie di Padova”, realizzata su un campione rappresentativo di 400 imprese e 700 cittadini tra luglio e metà settembre, presentazione avvenuta nella sede dell’Ascom Confcommercio con protagonisti il presidente dell’associazione, Patrizio Bertin ed il presidente di Format Research, autrice dell’indagine, Pierluigi Ascani.
E proprio Ascani, dopo il breve saluto introduttivo del presidente Bertin, si è addentrato, con l’aiuto di una serie di slide, nell’analisi degli effetti del “progetto tram” che, comunque, sta avendo e avrà effetti negativi sulle attività.
Molti residenti, infatti, hanno dichiarato che si stanno orientando verso i centri commerciali situati al di fuori del perimetro del cantiere e questo, in previsione, significa che ben difficilmente i flussi commerciali torneranno ad essere quelli del pre-cantieri.
Più nel dettaglio: il 43,3% dei cittadini ha dichiarato che frequenterà meno i locali ed i negozi durante lo svolgimento dei lavori, ma il 60,8% ritiene che la frequenza diminuirà (o rimarrà invariata) anche dopo la conclusione dei lavori.
Il 62,8% dei cittadini cambierà le proprie abitudini di consumo a causa del progetto tranviario ed il 52,9% dei cittadini ha detto che virerà verso i centri commerciali o si approvvigionerà grazie al commercio elettronico.
Una prospettiva temuta ma che commercianti e pubblici esercenti stanno già sperimentando sulla loro pelle visto che il 90% prevede una riduzione del flusso dei clienti nel periodo dei lavori.
Il problema è che, nel solo Comune di Padova, sono ben 1679 gli esercizi interessati ai lavori del tram, così come aveva comunicato all’Ascom Confcommercio l’assessore Antonio Bressa nei giorni scorsi a seguito della richiesta dell’associazione di conoscere quanti e quali fossero le attività in questione. Richiesta rivolta anche ai Comuni di Vigonza e Rubano, col primo solerte nel fornire l’indicazione (peraltro limitato il tratto e pochi gli esercizi) e il secondo silente.
C’è poi un problema di sicurezza che gli intervistati hanno evidenziato e che Ascani ha sottolineato mettendo in relazione i cantieri con l’aumento della preoccupazione per un avanzare del degrado.
“I cantieri – ha detto il presidente Bertin – stanno impattando fortemente sul tessuto imprenditoriale cittadino. E la preoccupazione è crescente perché manca poco al Natale e, dopo una stagione non proprio brillante, se anche il tradizionale periodo dei consumi dovesse essere negativo molte attività non potranno godere di nessun beneficio dalla nuova opera perchè a qual punto avranno già chiuso. Servono dunque parcheggi e servizi navetta”.
Ed ha concluso sottolineando, da un  lato, le richieste delle imprese (più contributi a fondo perduto, detassazione, tavolo di concertazione) e dall’altro l’impegno dell’Ascom in favore delle imprese stesse: “Passa il tram? Passa in Ascom” lo scelto per promuovere la disponibilità a venire incontro alle necessità di quanti hanno e avranno difficoltà.
Dunque: soprattutto un problema di scarsa, scarsissima informazione che, con ogni probabilità, si sarebbe potuto evitare.

PADOVA 1° OTTOBRE 2024

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